Buona Scuola per la Puppato: "Il preside? Come piace a Berlinguer. Riforma di sinistra, altro che Gelmini"

20 maggio 2015, Lucia Bigozzi
Buona Scuola per la Puppato: 'Il preside? Come piace a Berlinguer. Riforma di sinistra, altro che Gelmini'
“La destra è un’altra cosa e lo abbiamo visto con la Gelmini: questa riforma della scuola è assolutamente di sinistra”. Non ha dubbi la senatrice dem Laura Puppato nel giorno in cui la riforma che i detrattori del Pd considerano di sinistra, arriva al traguardo del voto finale. Nell’intervista a Intelligonews spiega perché la sinistra non sarà mai come la destra.

La figura del preside-manager è di destra o di sinistra?

«Sul ruolo del preside-manager concordo pienamente con Luigi Berlinguer che ha spiegato molto bene come dobbiamo decidere se vogliamo il merito nella scuola e la gratificazione per gli insegnanti la maggior parte dei quali si dedicano in maniera professionale al proprio mestiere senza secondo o terzo lavoro come invece avvenuto in questi anni per alcune categorie di docenti. Se c’è la possibilità di creare una struttura scolastica che valorizzi le persone che ci lavorano proficuamente e di avere garantita la qualità dell’insegnamento, credo sia un passo in avanti che questa riforma rappresenta. Credo che la conservazione stia da un’altra parte, il tema vero è scardinare un sistema che ha visto un appiattimento generale a danno soprattutto delle giovani generazioni».

Insisto: il preside-manager è di destra o di sinistra?

«La riforma di destra è quella che abbiamo vissuto negli anni scorsi con la Gelmini dove è stato ridimensionato il valore economico a favore della scuola. La riforma di destra è quella per la quale siamo l’unico Paese europeo che risente della crisi perché non solo non ha investito ma perché è riuscito, incredibilmente, a ridurre perfino in percentuale rispetto al Pil il valore economico destinato all’istruzione, con una caduta verso il basso di cui abbiamo pagato tutti le conseguenze. Questa non è una riforma di destra, bensì pienamente di sinistra perché vuole profondamente fare in modo che la scuola non solo rimanga di qualità e pubblica ma sia una scuola nella quale si struttura un livello di insegnamento qualificato anche in virtù della positiva concorrenza tra plessi scolastici che io vedo come stimolo a un miglioramento dell’offerta formativa. E offerta formativa vuol dire educare le giovani generazioni; vuol dire che miglioriamo ciò che offriamo mettendo in campo da una parte la premialità e dall’altra la bellezza di quattro miliardi investiti sia in strutture che sugli insegnanti. Francamente non so quando mai si è parlato di cifre di questa portata prima di ora».

Il ridimensionamento dei sindacati nel confronto col governo è di destra o di sinistra?

«Contesto in parte il concetto di concertazione: non è del tutto vero che non ci sia stata; è vero che si è scelto dopo avere ascoltato le motivazioni di tutti. La politica alla fine deve decidere. La concertazione intesa come trattativa infinita per cui non si arriva mai a decidere, non è democrazia ma immobilismo. Anche qui, non c’è nulla di destra».  

La selezione e l’aggiornamento degli insegnanti è di destra o di sinistra?

«La sinistra non può essere per l’appiattimento e neppure per un obiettivo di basso livello. La sinistra ha in sé la volontà di dare il meglio ad una più larga parte del Paese, quindi di raggiungere l’obiettivo di essere da un lato certamente competitiva e dall’altro applicare la giustizia sociale, ovvero offrire il meglio a tutti. La destra e le riforme di destra sono proprio un’altra cosa, ovvero l’esatto contrario».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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