Micromega contro l'otto per mille fa un appello pro Chiesa Valdese

20 maggio 2015, Americo Mascarucci
La Chiesa cattolica si oppone al riconoscimento delle unioni gay e si batte contro l’equiparazione fra coppie di fatto e famiglia tradizionale? 

Togliamogli una volta per tutte l’otto per mille e facciamola finita. Anzi no, devolviamo l’otto per mille alla Chiesa evangelica valdese che al contrario i diritti civili li ha sempre promossi. 

Micromega contro l'otto per mille fa un appello pro Chiesa Valdese
E’ l’ultima trovata della rivista Micromega diretta dall’ultra laicista Paolo Flores d’Arcais, il quale, come già avvenuto in occasione della battaglia per la legalizzazione dell’eutanasia, si scaglia contro la Chiesa colpevole di non adeguarsi allo spirito relativista da salotto chic. 

Ed ecco che non sapendo come colpire i preti reazionari che si ostinano a difendere la famiglia fondata sul matrimonio e ad opporsi al riconoscimento delle nozze gay, Micromega ha pensato bene di mascherare un appello contro in un appello pro.

Non contro la Chiesa cattolica ma in favore della Chiesa valdese, specificando però come questo aiuto ai protestanti vada sostenuto per ragioni di ordine civile. I valdesi a differenza dei cattolici sono favorevoli all’ampliamento dei diritti di famiglia a tutti, coppie di fatto e coppie gay, magari pure con il diritto alle adozioni dei figli che fa tanto chic. E naturalmente l’appello non ha trovato sordi i fautori delle libertà a senso unico, quelli per i quali libertà equivale a tappare la bocca alla Chiesa impedendogli di esprimersi pubblicamente contro certe derive libertarie e laiciste. Libertà sì, ma fino ad un certo punto, e i cattolici hanno diritto alla loro libertà soltanto se vanno contro l’orientamento della Chiesa. 

La Libertà va bene per don Vitaliano della Sala e per don Paolo Farinella perennemente in contrasto con le gerarchie, ma non per quanti si ostinano a considerare famiglia soltanto l’unione fra persone dello stesso sesso unite dal vincolo matrimoniale; o che ritengono che un figlio debba crescere con un padre ed una madre; o che peggio ancora si oppongono alla teoria del gender ovvero all’assurda pretesa di considerare la differenza fra uomo e donna non un fatto naturale ma puramente culturale e dunque facilmente superabile. E allora meglio sostenere la Chiesa valdese così straordinariamente moderna, liberal e radical chic nella pretesa di essere al passo con i tempi. 

Intendiamoci, i valdesi meritano il massimo rispetto ma è proprio Micromega a danneggiarne in qualche modo l’immagine presentandoli come paladini del relativismo etico e ponendoli in aperta contrapposizione alla Chiesa cattolica? 

Oscurantismo contro liberismo, questo il messaggio che si vorrebbe far passare e che autorevolissime personalità del mondo laico come Camilleri o Caselli vorrebbero accreditare con le loro prestigiosissime firme. Alle quali si aggiungono anche quelle dei cattolici cosiddetti irregolari, quelli per cui la Chiesa è da riformare dalla testa ai piedi, quelli che dopo un’iniziale ubriacatura e un’infatuazione quasi maniacale per papa Francesco, iniziano a nutrire dubbi sulle effettive capacità riformatrici di questo Papa che sembra aver corretto e di molto certe errate interpretazione del suo pensiero alimentate proprio dai circoli culturali vicini al mondo di Micromega. 

E allora ecco che di fronte ad un Papa che negli ultimi tempi è tornato a difendere la famiglia fondata sul matrimonio, ancora di più dopo l’approvazione della legge sul divorzio breve che ha agevolato ulteriormente la possibilità di sfasciare l’unione familiare, ci si è accorti di quanto la Chiesa resti sostanzialmente oscurantista e bigotta e come tale da combattere. 

E l’arma per contrastare quello che viene definito lo strapotere clericale che impedirebbe al governo e al Parlamento di ampliare i diritti civili nella legislazione italiana è ancora una volta l’otto per mille. Sarebbe stato forse troppo sfacciato chiedere di abolire l’aiuto alla Chiesa e quindi quale migliore occasione di una nuova crociata per la libertà? Sì, la libertà di aiutare e sostenere la Chiesa valdese a scapito di quella Cattolica, colpevole di difendere a sua volta un altrettanto sacro principio di libertà e di democrazia; la libertà di andare controcorrente e di non omologarsi al Flores d’Arcais pensiero. 

Perché alla fine il bavaglio ai cattolici, altro non è che l’ennesimo tentativo di imporre il dogma della laicità ad ogni costo. E l’otto per mille alla Chiesa è forse proprio l’ultimo baluardo di libertà per chi vuole ascoltare ancora una voce critica rispetto all’omologazione culturale imposta dai sacerdoti del laicismo duro e puro. Sarà per questo che dà così tanto fastidio?
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