Sfida "Epiical" all'Hiv: nuova strategia terapeutica per i bambini e coi Big Data

20 maggio 2016 ore 15:38, Micaela Del Monte
Un progetto finanziato con 8 milioni di euro nei prossimi cinque anni. Grazie alle cellule dei bambini, che rappresentano un modello unico di sviluppo del virus e della malattia, sarà possibile accelerare la messa a punto di farmaci innovativi, capaci di agire su nuovi target e addirittura di aprire la strada all'immunoterapia specifica, in grado di rendere il corpo capace di aiutare ad eliminare, con i propri sistemi difensivi, il virus stesso. 
Obiettivo della ricerca, come riporta l'Adnkronos, è quello di creare modelli predittivi per meglio comprendere l'andamento dell'infezione e verificare l'efficacia di nuove strategie immuno-terapeutiche, capaci non solo di bloccare la replicazione virale, come avviene oggi, ma anche di determinare fasi di remissione della malattia e consentire temporanee sospensioni dei trattamenti antivirali.

"La più efficace evoluzione nella cura dell'Aids è stata l'introduzione della terapia combinata antiretrovirale nelle fasi più precoci dell'infezione - spiega Paolo Rossi, direttore del Dipartimento pediatrico universitario del Bambino Gesù, come riportato dall'agenzia - Questo significativo cambiamento della strategia terapeutica ha trovato la sua prima e più piena applicazione nell'infezione pediatrica, quando il virus è trasmesso dalla madre infetta al neonato, solitamente al parto. In questo modello, infatti, il momento dell'inoculo dell'agente infettivo è noto ed è quindi possibile instaurare immediatamente la terapia".
L'Aids, tanto per essere chiari, non è una malattia del passato. Non è un problema degli Anni '90. Sono oltre 120mila le persone che convivono con l'Hiv in Italia, dove si verifica un nuovo caso circa ogni 2 ore. Questo mese alla vigilia dell'ottava edizione di Icar, il congresso in programma a Milano dal 6 all'8 giugno che ospiterà i maggiori specialisti italiani, è stato pubblicato il Bollettino del Centro operativo Aids dell'Istituto superiore di sanità. E i dati sono allarmanti, specie per quanto riguarda l'inconsapevolezza della malattia. Le persone sierpositive potrebbero infatti trasmettere il virus senza saperlo: un problema grave perché una diagnosi precoce dell'infezione è fondamentale per poter accedere al più presto alla terapia antiretrovirale. I dati forniti dal Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di Sanità dicono, tra le altre cose, che il 37% degli italiani non si è mai sottoposto al test dell’HIV, il 5% delle persone infette non lo rivela al proprio partner, il 40% non lo dice ai familiari e ben il 74% lo nasconde nei contesti lavorativi.

Ma come funzione Epiical? Il nome fa ben sperare. Stiamo parlando della più grande piattaforma di dati virologici e immunologici già esistenti o in divenire, ottenuti dalle maggiori coorti internazionali di bambini trattati con la terapia precoce. I dati verranno studiati con la metodologia dell'analisi dei 'Big Data', mentre il virus residuo e la risposta immunologica correlata verranno analizzati con nuove tecnologie 'omiche', in grado di fornire il dato finora mancante. Insomma, "l'epicità" del progetto sta proprio nella sua completezza, presente e futura, e nella sua grandezza di dati. 


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