LinkedIn, trafugate e in vendita più di 110 milioni di password: bottino da 2200 dollari

20 maggio 2016 ore 9:53, Lucia Bigozzi
Vecchio furto, nuovo business. Prima rubate ai proprietari, poi rivendute al mercato nero del web. Si tratta di oltre 110 milioni di password ed e-mail di utenti di LinkedIn, prelevate da un hacker che ha violato la piattaforma social nel 2012. Quanto valgono? Molto se si considera la stima che ne fa il sito Motherboard, ripreso dai principali media internazionali: password ed e-mail rubate vengono quotate 5 bitcoin a dato, ovvero il corrispettivo di  2200 dollari. La piattaforma social prende le contromisure e lo fa attraverso la raccomandazione del capo della information security di LinkedIn che sollecita gli utenti a usare password più sicure e al sistema della doppia autenticazione. “Stiamo prendendo provvedimenti per rendere le password non valide e stiamo contattando gli utenti interessati. Non abbiamo indicazioni che questo furto sia il risultato di una violazione recente” ha spiegato , Cory Scott. 

LinkedIn, trafugate e in vendita più di 110 milioni di password: bottino da 2200 dollari
Sempre secondo il sito Motherboard, l'hacker che è riuscito a violare password ed e-mail di utenti LinkedIn, avrebbe un nome in codice e si chiamerebbe Peace
. Non solo, ma il sito indica anche che il “bottino” sarebbe in vendita su un altro sito internet: The Real Deal. Secondo quanto riporta l’agenzia Ansa che cita una fonte interna al sito LeakedSource “la vicenda sta emergendo ora” ma non sarebbe “stata presa seriamente quando è accaduta. Secondo le mie informazioni il database delle informazioni rubate è in mano ad un gruppo di russi”. La stessa fonte aggiunge a Motherboard che “il 90% delle password è stato manomesso in 72 ore”. In una prima dichiarazione – sempre secondo quanto riporta l’Ansa - LinkedIn aveva spiegato che stava investigando sull'hackeraggio ammettendo solo il furto di 6,5 milioni di password.

Così dopo Gmail e Facebook anche LinkedIn fa i conti con l’hacker di turno. Con buona pace degli utenti social. 

autore / Lucia Bigozzi
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