Raduno di parenti per Xavier Dolan, "Juste la fin du monde" è col morto in famiglia - VIDEO

20 maggio 2016 ore 10:29, Lucia Bigozzi
La famiglia al centro, ma in cerca di un centro di gravità permanente. Nelle sue più diverse declinazioni e interpretazioni è la famiglia il leit motiv della 69esima edizione del Festival di Cannes. Ed è sempre la famiglia il tema portante, la colonna vertebrale del film, molto atteso e discusso, di di Xavier Dolan, “Juste la fin du monde”. Film che corre per raggiungere l’ambita Palma d’Oro della kermesse cinematografica, raccontando una storia complessa, tratta dall’opera Jean-Luc Lagarce. In primo piano ci sono le nevrosi, i silenzi, la profondità e le contraddizioni dei personaggi di Lagarce. A interpretarne tutte le fragilità è un cast di attori “stellare”, dove si evidenzia il ruolo e l’impronta di Vincent Cassel che interpreta Antoine, fratello dello scrittore: un personaggio “'brutale, come un eroe al contrario, ma alla fine molto piu' sensibile di quanto sembri'”, si descrive lo stesso attore. “I personaggi di questa famiglia esprimono cose superficiali, agitate. La gente piange ride, si arrabbia, pur di non accettare la verita'. Tutte persone che, alla fine, rappresentano le imperfezioni umane”, approfondisce il regista canadese. 

Raduno di parenti per Xavier Dolan, 'Juste la fin du monde' è col morto in famiglia - VIDEO
La storia è quella di Louis uno scrittore che, dopo 12 anni, torna insieme alla sua famiglia, ma il suo è un tornare a casa carico di drammaticità perché deve dire ai suoi familiari che ha i giorni contati, che sta per morire. Marion Cotillard che nel film è Catherine
, cognata di Louis, sottolinea a proposito della complessità narrativa di questa storia così triste: “Dolan è come uno scultore che scolpisce la scena e poi la sceneggiatura è  magnifica”. Da parte sua, Dolan riflette: “Ho compreso solo tardi, le parole, le emozioni, i silenzi, le esitazioni, le nevrosi, le chiare contraddizioni dei personaggi di Jean-Luc Lagarce e ho deciso solo allora di fare questo film”. Il tentativo nel quale si è impegnato è stato quello di “sottrarre il più possibile al film tutte le cose tipiche del teatro come le ripetizioni, le tensioni familiari, i lunghi silenzi di Louis la nevrosi. Ma in realtà, va detto, tutti i personaggi di questa famiglia esprimono cose superficiali, agitate. La gente piange ride, si arrabbia, pur di non accettare la verità. Tutte persone che, alla fine, rappresentano le imperfezioni umane”. Un impegno non indifferente per un giovane regista che ha solo 27 anni. Ma, a quanto pare, riesce a cogliere le profondità e i drammi dell’esistenza umana. Almeno sul maxi schermo del cinema. 

Ecco il video del film: 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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