Erdogan riconquista governo e partito col fedele Yildirim. Presidenzialismo vicino

20 maggio 2016 ore 11:18, Americo Mascarucci
La Turchia verso il presidenzialismo?
L’ipotesi è tornata a farsi concreta dopo che alla guida dell'Akp, il Partito della Giustizia e lo Sviluppo è arrivato Binali Yildirim, fedelissimo del presidente Recep Erdogan che prende il posto, per ora a capo del partito di maggioranza nel Paese ma poi anche come capo del Governo, del dimissionario  Davutoglu da tempo in rotta di collisione con Erdogan.
L’ex primo ministro, diventato Presidente della Repubblica sogna da sempre di trasformare la Turchia da repubblica parlamentare in presidenziale ma finora ha dovuto fare i conti con due fattori avversi: l’opposizione del primo ministro Davutoglu che ha tentato anche di togliere ad Erdogan la guida dell'Akp il principale partito di destra del Paese e con la mancanza dei voti necessari in Parlamento per poter cambiare la Costituzione. 
I rapporti di quest’ultimo con il presidente erano tesi da tempo: negli ultimi tempi la direzione del partito lo aveva privato della facoltà di nominare direttamente i responsabili locali. 
"Dopo consultazioni con il nostro presidente e con le persone di cui mi fido - ha detto Davutoglu durante una conferenza stampa- sono arrivato alla conclusione che un cambiamento nella posizione di leader del partito e di primo ministro è la cosa migliore". 
Manca solo l'investitura ufficiale da parte del partito e la consegna delle dimissioni di Davutoglu da primo ministro, poi Yildirim diventerà il 27mo premier nella storia della Repubblica Turca e il terzo segretario dell'Akp, dopo Erdogan e Davutoglu. 

Erdogan riconquista governo e partito col fedele Yildirim. Presidenzialismo vicino
Deputato dal 2002, è stato ministro dei Trasporti in quattro diversi governi. 
Con la sua nomina Erdogan di fatto tornerà a controllare sia il partito che il Governo e cercherà quindi di spingere ancora una volta l’acceleratore sul cambiamento della Costituzione e il passaggio al presidenzialismo. 
Ipotesi che spaventa gli avversari, ad iniziare dai partiti laici e repubblicani che temono in questo modo il rischio di una definitiva islamizzazione del Paese. Fatto questo che per giunta spingerebbe definitivamente i turchi fuori dell’Europa. 
Ma Erdogan prosegue la sua strategia sempre più proiettata a riconquistare la leadership del medio Oriente a capo di un’alleanza sunnita in alleanza con l’Arabia Saudita. 
In quest’ottica rientra anche la strategia di abbattimento del regime di Damasco essendo Assad il principale antagonista di Erdogan nell'area e la repressione contro i curdi. Da oggi con  Yildirim al comando, Erdogan rischia di essere molto più forte. 

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