I "forni" imbarazzano la Lega. Stavolta a Bologna un hacker li evoca per i migranti al "post" della Ceriali?

20 maggio 2016 ore 11:33, Lucia Bigozzi
A Bologna esplode un nuovo caso: il caso dei “forni”. La campagna elettorale sempre molto accesa nel capoluogo emiliano, oggi si arricchisce di un altro tassello che fa salire la tensione alle stelle. Ci pensa una candidata della Lega a far fare “boom” sui social dove la notizia e le sue parole infiammano il dibattito tra il popolo del web. Il caso ruota tutto attorno a questa frase choc: “Accendi il forno”. Parole inserite nel bel mezzo di un post dedicato al tema dei migranti. Lo ha scritto Rossella Ceriali, una delle candidate della Lega Nord al Consiglio comunale durante uno scambio di considerazioni in relazione a un post su Facebook. Frase che si commenta da sola, a dir poco imbarazzante, per l’esponente leghista ma soprattutto per il partito di Salvini e in particolare a Bologna, della candidata a sindaco Lucia Borgonzoni. 

I 'forni' imbarazzano la Lega. Stavolta a Bologna un hacker li evoca per i migranti al 'post' della Ceriali?
La frase, ovviamente non è passata inosservata e la stessa Borgonzoni, ha preso subito le distanze e, interpellata da Radio Città Aperta, emittente che ha “scovato” la frase choc, ha affermato senza indugio:
“Una persona se scrive una cosa del genere non fa più certo parte della mia squadra. Dichiarazioni di questo tenore e gravità, non possono essere tollerate”. Da parte sua, la Ceriali smentisce in maniera netta e categorica di essere proprio lei l’autrice di quelle parole e ha riferito di essersi rivolta a una società di sicurezza informatica che, a sua volta, avrebbe certificato l’azione di un hacker.

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco uscente Viginio Merola (Pd) che ha commentato: “Leggere di candidati consiglieri che evocano i forni per i migranti è un punto di non ritorno per la politica bolognese. Rossella Ceriali va cacciata e chi ha accettato di mettere in lista persone del genere è corresponsabile”. La polemica, social e non, continua. Non è la prima volta che il Carroccio si imbarazza coi "forni": il precedente risale a qualche mese fa quando un consigliere regionale leghista li evocò nel caso in cui avesse avuto un figlio gay. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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