Addio Pannella, Bobo Craxi: "Ipocriti ora lo incensano. Papà lo voleva commissario europeo, peccato Cicciolina"

20 maggio 2016 ore 12:23, Andrea De Angelis
Marco Pannella è morto. All'età di 86 anni se ne è andato uno dei giganti della politica italiana. Un uomo che, pur non ricoprendo mai incarichi governativi, ha vissuto da protagonista la vita politica dello Stivale per almeno tre decenni. IntelligoNews ha parlato della sua figura con Bobo Craxi, partendo da quando nel 1985 prese la doppia tessera del Partito Radicale (insieme a quella Socialista) in quel di Firenze...

Il nostro direttore Fabio Torriero ha ricordato quando a Firenze, nel 1985, prese proprio con lei la doppia tessera al Congresso del Partito Radicale. Come ricorda quel giorno e in che contesto si inserì?
"Trent'anni fa si avviò una stagione di convergenza e di lotta comune con i radicali. La comunanza di valori laici, libertari si era già sperimentata nel sostegno radicale alla Legge Fortuna, che era un parlamentare socialista. Successivamente negli Anni '80, mentre noi eravamo al Governo, si strinse una forte alleanza in particolare sui temi della Giustizia. Era scoppiato da un anno il caso Tortora, i Radicali aprirono la stagione della doppia tessera, socialista e radicale. Si avviò anche grazie all'impegno di Claudio Martelli, al segretario radicale di allora Negri, una periodo di collaborazione che sfociò nel 1987 con la comune partecipazione alle elezioni in qualche collegio nazionale del Senato, con i socialisti che offrirono il diritto di tribuna ai radicali". 

Senza Pannella la storia della Repubblica su certi temi sarebbe stata diversa? Nei tempi, certo, ma anche nei contenuti? Pannella ha cambiato la storia italiana, come si legge oggi in tanti articoli?
"Trattandosi di commiati, di elogi in punto di morte si tende un po' anche all'enfasi. Pannella non cambiò, ma fu parte sostanziale e integrata della Prima Repubblica. Con oggi scompare probabilmente l'ultimo partito della Prima Repubblica. C'è una certa nostalgia evidentemente dei partiti così com'erano. Pannella introdusse diversi metodi di azione e di lotta e in questo senso fu originale. Su alcune questioni egli, essendo un uomo molto intelligente, fu lungimirante. Sicuramente era una personalità diversa rispetto al panorama politico dell'epoca, ha contribuito a svecchiare il linguaggio. Probabilmente ha anche introdotto per la prima volta un fatto che oggi diamo per scontato, cioè i partiti di carattere personale. Marco e il Partito Radicale erano la stessa cosa". 

Addio Pannella, Bobo Craxi: 'Ipocriti ora lo incensano. Papà lo voleva commissario europeo, peccato Cicciolina'
Perché Pannella non è diventato senatore a vita?
"Penso che la risposta sia molto semplice. Pannella credo avesse un condanna definitiva, penso che questa sia stata una motivazione tecnica. Ma più che a quello Pannella in realtà ha sempre in qualche modo, senza dirlo, pensato con rammarico ad una cosa: non l'essere mai riuscito ad assumere incarichi di governo, pur essendo stato in parte in sintonia con il popolo italiano. Nel 1987 in realtà fu candidato e fu mio padre a farlo a diventare Commissario europeo. Chi si oppose fu De Mita con un argomento onestamente anche legittimo, nel senso che Pannella quell'anno aveva portato in Parlamento Cicciolina determinando un certo scandalo. Pannella era a volte lui stesso distruttore delle cose che faceva, era talmente esuberante che univa radicalità e un certo equilibrio a un totale disinteresse per le cose equilibrate. Era genio e sregolatezza". 

Avrà eredi politici o simili figure non possono averne?
"Non c'è dubbio che lui è un unicum come figura carismatica, come capo politico. Sicuramente c'è un'eredità politica che è quella dell'area laica radicale. Penso che la personalità più affine, anche se distante negli ultimi anni, sia da sempre Emma Bonino. Si può dunque proseguire con una nuova area di spirito progressista, aggiungo anche socialista, che possa interpretare in qualche modo una stagione della vita politica italiana, rinnovandosi per rappresentare una linea di continuità le battaglie laiche che sono proprie dei radicali. Quello che è certo e scontato è che tutto questo elogio in punto di morte non si è mai trasformato in consenso verso il Partito Radicale. Leggo sempre, come spesso accade purtroppo, anche una sottile ipocrisia quando si incensano uomini dopo averli contrastati, combattuti o ignorati in vita. Noi altri almeno abbiamo sempre preso sul serio Pannella, dialogando con lui senza farci sopraffare dalla sua personalità. Con i socialisti ha avuto rapporti controversi, ma certamente era un'area politica vicina, insieme a quella liberale, all'area radicale". 


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