Pensionati, 60 mila in piazza ieri coi sindacati: anche gli '80 €' finiscono in protesta

20 maggio 2016 ore 13:12, Luca Lippi
I sindacati sono sul piede di guerra dopo mesi, forse anni di silenzio. Il trampolino di “rilancio” è la questione che riguarda la “riforma delle pensioni”, e insieme a quella della “buona scuola” possono ridare visibilità.
Ieri a Roma si è svolta la manifestazione dei sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil. La manifestazione con lo slogan “A testa alta” è stata fatta per chiedere al governo la rivalutazione delle pensioni, la parificazione fiscale con i dipendenti e l'estensione degli 80 euro anche ai pensionati. 60mila (secondo gli organizzatori) le persone in piazza e le dichiarazioni urlate dal palco sono tutte rivolte alla revisione della legge Fornero. La leader Cgil Camusso dichiara a margine della manifestazione: "Se non ci saranno risposte alle richieste dei pensionati e a quelle delle confederazioni sulla modifica della legge Fornero sulla previdenza è perfettamente ragionevole pensare ad uno sciopero generale. Le cose si fanno così, manifestando e scioperando se le risposte non ci sono".

Pensionati, 60 mila in piazza ieri coi sindacati: anche gli '80 €' finiscono in protesta

Dunque anche i pensionati chiedono il “loro” 80 euro, in sostanza c’è la “fila”
La lista delle richieste, oltre il bonus di 80 euro: le tre sigle dei pensionati hanno chiesto a governo e Parlamento la difesa delle pensioni di reversibilità, la tutela del potere d'acquisto delle pensioni e la loro rivalutazione, la separazione tra previdenza e assistenza, uguali detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati. Insieme alla modifica delle legge Fornero per facilitare la flessibilità in uscita e permettere l'entrata dei giovani nel mondo del lavoro, maggiori risorse per l'invecchiamento della popolazione e una legge quadro per la non autosufficienza. 
Il segretario dello Spi, Ivan Pedretti, concludendo la manifestazione, ha avvertito: “Non siamo oppositori per professione. Siamo un sindacato responsabile ma a questa piazza il governo deve dare delle risposte. E senza queste risposte noi andremo avanti fino allo sciopero generale” di fatto confermando le dichiarazioni di Susanna Camusso. 
Il tavolo di confronto tra governo e sindacati dei pensionati, continua, “è scomparso come la lettera di Cristoforo Colombo sulla scoperta del Nuovo Mondo. Speriamo che questo tavolo rinasca dall'incontro del 24 maggio con il ministro Poletti, che è frutto anche della nostra battaglia”. 
Poletti da parte sua ha ribadito che “in occasione dell’incontro di martedì saranno affrontati anche altri temi come quelli del lavoro. Oggi abbiamo in attivazione la parte n. 2 del Jobs Act che vuol dire politiche attive, Anpal, ispettorato nazionale, una serie di azioni per il lavoro”.
Proprio mercoledì è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto che disciplina le modalità di riconoscimento del part-time agevolato per l’uscita graduale dall'attività lavorativa.
Tuttavia l’incedere del governo non è adeguato alle esigenze delle parti sociali che a loro volta devono badare a quelle dei loro assistiti, e mentre Poletti valuterà in sede di legge di Stabilità l’ipotesi di anticipare al 2017 un taglio strutturale del cuneo in modo da rendere meno costoso il lavoro a tempo indeterminato, il leader dei pensionati Cgil Ivan Pedretti insieme alla Camusso hanno paventato “senza risposte” veloci e concrete lo sciopero generale.

autore / Luca Lippi
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