Roma, Rampelli (FdI) lancia la bomba: “Raggi non arriverà al ballottaggio. Meloni in crescita costante"

20 maggio 2016 ore 13:04, Lucia Bigozzi
“La Raggi non arriverà al ballottaggio e il suo potenziale 30 per cento si ridurrà nella cabina elettorale”. “Meloni? Risultato strabiliante e in crescita, unico candidato del centrodestra in grado di arrivare al ballottaggio. Marchini? E’ un ‘cavallo” di Troia del Pd”. Tre concetti che Fabio Rampelli, capogruppo di FdI a Montecitorio declina nella conversazione con Intelligonews commentando i dati dell’ultimo sondaggio eseguito da Demos. Con un messaggio indiretto a Berlusconi…

Meloni batte Marchini di dieci punti percentuali ma non va oltre ed è in netto svantaggio rispetto alla Raggi data al 30 per cento. Come legge questi dati e quali sono i vostri?

"Non mi pare una considerazione fondata. Dobbiamo ricordare che l’unico partito che sostiene la Meloni è FdI; l’altro è Noi con Salvini, partito nazionale importantissimi ma che a Roma è ai suoi esordi: quindi il risultato della Meloni è strabiliante perché senza la solidarietà di Fi superare abbondantemente il 20 per cento, direi che è proprio un dato strabiliante. Va anche considerato che Giorgia ha annunciato la sua candidatura a sindaco un mese fa, mi sembra che tutti gli altri candidati, per non parlare di Marchini che sta in campagna elettorale da quando è nato, siano partiti con larghissimo anticipo. La Meloni ha dimostrato, oltretutto con i rallentamenti e le compulsioni legate alla falsa partenza di Bertolaso, una capacità di recupero che è qualcosa di straordinario e che è inarrestabile perchè il dato di questo sondaggio è diverso da quello della settimana scorsa o di 15 giorni fa; c’è un dato in crescita costante".

Roma, Rampelli (FdI) lancia la bomba: “Raggi non arriverà al ballottaggio. Meloni in crescita costante'
Su Marchini all’11 per cento cosa dice?

"Si dimostra che esiste un solo candidato del centrodestra che può arrivare al ballottaggio. Ogni altro candidato di fatto è un cavallo di Troia del Pd: chi vota un candidato sostenuto anche da alcuni settori del centrodestra ma che non ha alcuna possibilità di arrivare al secondo turno di fatto aiuta il Pd ad andare al ballottaggio".  

Il 30 per cento attribuito alla Raggi cosa le dice? Lei si propone come candidato dell’anti-politica, per voi che invece siete un partito strutturato che segnale è? A Roma sarà un voto antipolitico?

"Sono convinto che la Raggi non arriverà al ballottaggio".

Perché?

"Per due motivi. Il primo: nei sondaggi chi rappresenta il voto di protesta quando la situazione sociale ed economica del Paese è complicata come quella attuale, è favorito perché per telefono o per mail il cittadino elettore è disinibito, dà risposte dettate da esasperazione, dal desiderio di rompere tutto e ribellarsi. Poi quando entra in una cabina elettorale con scheda di fronte subentra il desiderio di avere una città migliore, la possibilità di garantire un futuro ai figli e quindi lo ‘sfascio tutto’ non funziona più e quel 30 per cento potenziale, fatalmente si riduce. Il secondo motivo: il M5S potrà avere un certo risultato, come è stato in tante tornate amministrative, superiore rispetto a quello del candidato sindaco; quindi potremmo avere un candidato sindaco come la Raggi che non arriva al ballottaggio in virtù di questa forbice tra il M5S e il suo candidato sindaco. La gente può anche dire in seconda battuta, voto 5S perché mi sono stufato di tutto ma do un voto utile al candidato sindaco perché voglio che la mia città sia ben governata".

Se lo scenario dovesse restare più o meno questo fino al voto di giugno, il giorno dopo come e se rilanciare il centrodestra?

"Siamo convinti sostenitori del bipolarismo e crediamo nella possibilità del centrodestra di ritrovarsi a patto che vengano dichiarati morti e sepolti i metodi che hanno messo il centrodestra nelle mani di oligarchi. Bisogna passare a una seconda fase di partecipazione, di democrazia, di potere conferito ai cittadini elettori per designare i candidati alla presidenza del Consiglio, alla presidenza delle Regioni o i leader delle coalizioni. Siamo a un punto di non ritorno: mai più oligarchie organizzate o satrapi che decidono tutto in nome e per conto degli italiani, senza interpellare gli italiani". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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