Roma, Pivetti (LN): “Marchini si è rovinato da solo, Meloni unico voto utile"

20 maggio 2016 ore 14:11, Lucia Bigozzi
“Il voto utile è alla Meloni, unica candidata in grado di arrivare al ballottaggio. Marchini ha raccattato di tutto ma la somma degli zero virgola non dà mai uno”. Non usa giri di parole Irene Pivetti, capolista della Lega al Campidoglio che nella conversazione con Intelligonews commenta gli ultimi sondaggi sulla piazza elettorale. 

Secondo il sondaggio Demos Meloni batte Marchini di dieci punti percentuali ma non va oltre ed è in netto svantaggio rispetto alla Raggi, data al 30 per cento. Come legge questi dati e quali sono i vostri?

"I dati che ho sono quelli della strada, nel senso che sto incontrando molte persone girando tra i mercati della città. Non ho dati quantitativi ma dico che questa risposta in un certo senso non mi sorprende: credo che la riflessione che l’elettore deve fare è quella del voto utile. L’iniziativa di Marchini poteva avere senso all’inizio quando il centrodestra era molto diviso. Poi dal momento in cui si è candidata Giorgia Meloni era chiaro che si creava un polo di attrazione estremamente concreto, strutturato e largo nel centrodestra. Ora, Marchini potrà dare il proprio contributo dopo con la sua identità, ma qui la partita ha un respiro maggiore: si tratta di cambiare radicalmente il volto di una città e di inserirlo in un percorso nazionale importante, ovvero la ricostruzione di un centrodestra che trova a Roma la sua prima importante tappa. Il voto utile è per Giorgia Meloni: è l’unica che può andare concretamente al ballottaggio. La forbice con Giachetti è ormai strettissima e la tendenza è incoraggiante perché il consenso di Meloni sta crescendo. Ho scommesso con decisione su Giorgia all’inizio, a maggiore ragione scommetterei adesso nel senso che la tendenza ci sta dando ragione".  

Su Marchini all’11 per cento cosa dice?

"Marchini dice: amo Roma. Ecco, a lui dico: proprio perché ami Roma, allora dalle la reale possibilità di avere un governo di centrodestra, altrimenti regaliamo la città alla sinistra e questo io di certo non lo voglio e Marchini deve dimostrare di non volerlo nemmeno lui". 

Il 30 per cento attribuito alla Raggi cosa le dice? Lei si propone come candidato dell’anti-casta, dell’anti-politica, ma anche la Lega è un partito in un certo senso anti-casta. Vincerà l’antipolitica della Lega o quella dei 5S?

"C’è molta differenza. Il voto 5S è molto voto di rabbia che io comprendo emotivamente ma non condivido nel momento in cui si va a votare, cioè a esprimere una scelta. La Lega a dir la verità, non è proprio anti-politica, è anti privilegi. La Lega è una forza politica e non ha l’imbarazzo di definirsi tale perché siamo il più antico dei partiti esistenti in questo momento in Italia: c’è una consapevolezza che la politica può e deve essere una cosa decorosa, onesta, e la Lega ha una grossissima esperienza amministrativa alle spalle. Questo non si può dire per i 5S purtroppo per loro; insomma c’è differenza. Se nel primo caso è un voto di rabbia, nel nostro è un voto per ricostruire da capo tutto, rilanciare su basi diversi ma con un’idea di come si vuole costruire. Salvini è molto chiaro sul ripristino della legalità, contro ogni forma di abusivismo, identità culturali e territoriali: elementi precisi che vanno dal di là della rivendicazione dell’onestà che ovviamente tutti condividiamo". 

Se lo scenario dovesse restare più o meno questo fino al voto di giugno, il giorno dopo come e se rilanciare il centrodestra?

"Secondo me, già adesso il centrodestra sta dando ottima prova di sé in questa alleanza virtuosa Lega-FdI: noi stiamo lavorando molto bene insieme, pur nella differenza delle identità e degli apparati organizzativi. Si delinea un centrodestra del futuro giovane, concretissimo, competente, poche idee ma chiare per uno Stato leggero ma ordinato, proposte politiche molto chiare. Attorno a questo polo si può aggregare qualsiasi altra forza che condivida questa impostazione. Noi non siamo affatto persuasi e non lo facciamo, che raccattare gli avanzi sia la politica vincente. Quello che sta rovinando Marchini, oltre al fatto che non ha espresso da subito un grande respiro politico, è che ha raccolto di tutto, con rispetto per le persone ma non per le soluzioni politiche proposte. In politica, lo 0,5 sommato allo 0,5 non dà mai 1: vincono le idee chiare". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]