Istat "mortifero", l'Italia invecchia: piena di over '64 e con nascite in calo

20 maggio 2016 ore 16:36, intelligo
di Marina Simeone

Il Paese del sole ma non più della giovinezza stando al Rapporto Istat 2016. Una popolazione vecchia, mediamente longeva, rispetto al resto d'Europa, e sempre più esigua. Il Rapporto  ha calcolato che al 1 gennaio 2016 la stima è di 60,7 milioni di residenti (-139 mila sull'anno precedente) mentre gli over 64 sono 161,1 ogni 100 giovani con meno di 15 anni. Questi numeri fanno del nostro Paese il più vecchio al mondo, insieme a Giappone e Germania. 

Istat 'mortifero', l'Italia invecchia: piena di over '64 e con nascite in calo
In Giappone oramai siamo al 7,9% della popolazione anziana, per cui una donna su 10 ha più di 81 anni. Salgono anche gli over 65, che nel 2040 saranno il 34% dell’intero numero di abitanti, arrecando problemi consistenti al sistema pensionistico
. In Italia non siamo lontani da queste mete se continua a decrescere il numero di nati e ad aumentare la percentuale di decessi: nel 2015  sono state 488 mila, 15 mila in meno rispetto al 2014. Per il quinto anno consecutivo è diminuita la fecondità, solo 1,35 i figli per donna. I decessi hanno invece raggiunto le 653 mila unità, 54 mila in più dell’anno precedente (+9,1%). Non si è abbassato il livello di vita media stimato per gli uomini a 81 anni e per le donne a 84,7 anni, anzi la popolazione italiane è tra le più longeve, superata per i maschi da Cipro (80,9), Spagna e Svezia (80,4) e Paesi Bassi (80,0); per le femmine da Spagna (86,2) e Francia (86,0). Anche per i centenari all'Italia si guarda con favore, avendo un'alta percentuale di donne, per lo più, che hanno superato i 100 anni, superata da Spagna e Francia per molto poco. 

Il problema serio è invece il ricambio lento, troppo lento di popolazione, una crisi iniziata negli anni '70. Tra il 1926 e il 1952 i residenti in Italia passano da 39 a 47,5 milioni, grazie alla forte riduzione della mortalità e alla natalità ancora molto elevata. Tra gli anni '50 e '60 il boom economico e la serenità per la fine della guerra hanno indotto le famiglie a costituirsi con maggior enfasi e i figli per donna sono arrivati a 2,3, 2,7. A partire dalla metà degli anni '70 il tracollo è cominciato e se nel 1981 i residenti in Italia erano  56,5 milioni, nel 2001 se ne contavano poco meno di 57.000. Oggi siamo arrivati appena a 60.000 con meno del 25% della popolazione italiana avente un’età compresa tra 0 e 24 anni, una quota che si è pressoché dimezzata fra il 1926 e il 2016. Urgono politiche economiche in aiuto delle famiglie e scelte politiche in linea con dei saldi principi etici. 
autore / intelligo
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