Denunciati due hacker a pagamento: 2015 di cybercrime record in Italia

20 maggio 2016 ore 23:59, Andrea Barcariol
Dopo tre mesi di indagini sono stati denunciati due hacker che offrivano le proprie prestazioni a pagamento su un sito.
Li hanno individuati gli uomini della Polizia Postale e delle Comunicazioni e hanno dato esecuzione ai decreti di perquisizione. Si tratta di due persone di 31 e 25 anni, residenti nell'alto vicentino e apparentemente estranei al mondo dell'informatica. I due soggetti fermati avrebbero agito dietro pagamento di una cospicua somma di denaro per recuperare password di social network, per carpire i dati di whatsapp, forzare sistemi di sicurezza privati e aziendali riuscendo a modificare anche i voti universitari ottenuti durante gli esami. Secondo accertato dalla Polizia Postale il sito in questione aveva un proprio listino prezzi (ad esempio 350 euro per violare una password) con migliaia di richieste provenienti da tutta Italia. Una mole di lavoro così ampia che avrebbe consentito ai due hacker, grazie alle loro conoscenze informatiche, di arrivare a guadagnare fino a 3.000 euro a settimana. La polizia postale è riuscita a individuare i due soggetti proprio grazie all’analisi dei flussi monetari delle carte di credito comunicate agli utenti per poter effettuare il pagamento degli illeciti servizi.

Denunciati due hacker a pagamento: 2015 di cybercrime record in Italia
Tutto il materiale informatico recuperato è stato sequestrato e sarà al vaglio degli inquirenti al fine di delineare il quadro criminoso. Le indagini, svolte dal Compartimento Polizia Postale di Catania, in collaborazione con gli uomini della Polizia Postale, coordinati dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, erano partite almeno tre mesi fa, ma soltanto adesso si è riusciti ad individuare i due soggetti ed arrestarli.
Nel 2015 in Italia c'è stato un nuovo record di attacchi informatici di dominio pubblico. A cambiare non sono solo la tipologia di attacchi, ma anche e soprattutto i bersagli. Secondo il rapporto del Clusit (associazione italiana per la sicurezza informatica) il nostro Paese è stato vittima di 1.012 crimini informatici gravi, un dato in netta crescita rispetto gli 873 del 2014. In Italia diminuiscono gli hacktivist, ossia chi attacca per boicottare aziende e istituizioni, mentre crescono quelli finalizzati al cybercrime e allo spionaggio. Proprio come nel caso in questione.





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