Il feto in frigo: ha fatto notizia solo il posto in cui l’hanno trovato

20 marzo 2013 ore 12:20, Marta Moriconi
Il feto in frigo: ha fatto notizia solo il posto in cui l’hanno trovato
Il docente ha frettolosamente dichiarato: «Sospetto un sabotaggio». Parlava della scoperta al dipartimento di Biotecnologia dell’Università Bicocca di un feto di 4-5 mesi nel frigo. Era adagiato al terzo piano dell’edificio U3 dell’ateneo. La sua presenza in una cella frigorifera non avrebbe spiegazione anche per il responsabile della struttura. Addirittura il rettore Marcello Fontanesi ha assicurato: «Istituiremo una commissione di inchiesta all’interno dell’Università in collaborazione con il Comitato Etico. Se qualcuno all’interno dell’università risulterà responsabile non metterà più piede in questo ateneo». E ora che il feto è in mano all’autorità giudiziaria siamo tutti più tranquilli… magari fosse così. Il punto è uno e uno solo: in Italia, come in altri Paesi del mondo, abortire un figlio, un feto, o come dice Marco Pannella un progetto di vita, è concesso fino al quarto mese di gravidanza. Allora, ha importanza o no questa creatura in fase embrionale? Perchè tutto questo scandalo? Perchè è uno scandalo. Se non ha importanza, tanto da poterlo abortire appunto, non stupisce, ma colpisce, che poi venga ritrovato in giro per le stanze di qualche ateneo o istituto di ricerca che dir si voglia e occorre il coraggio, da parte di chi non si pone neanche un dubbio di coscienza, di accettare l'idea di questo rischio. D’altronde la madre aveva deciso un aborto (o  ne aveva subìto uno spontaneo) con tanto dolore e senza sottovalutarne il peso. Aveva deciso per l’eliminazione di quel feto. Ma eliminarlo volontariamente vuol dire ucciderlo o no? Non c'è chiarezza, inutile nasconderlo. Per questo fanno notizia i feti nel frigo. E, a questo punto, di che fine facciano i propri figli embrionali purtroppo le mamme sconvolte non se ne interessano troppo (vanno via dalle cliniche cercando velocemente di dimenticare quell’aborto spontaneo o procurato causa di lacrime e sangue). Ma qualcun altro ha interesse a quei feti? La legge li tutela a dovere? Sembra proprio che tuteli il più forte. Parliamoci chiaro: il Corriere della Sera, del 31 marzo e del 1º aprile 1994, raccontò  dell'Istituto Cosmetico Merieux di Lione, in Francia,  che “lavorava” diciassette tonnellate di materiale umano ogni giorno, di cui una tonnellata viene importata dalla Russia. Per la legge comunque devono essere distrutti negli inceneritori trattati a livello di rifiuti biologici. Contro il “pericoloso estremismo cattolico antiabortista” l’amabile “laicità dello Stato”, per battersi al meglio, deve ancora capire come gestire al meglio la questione dei feti abortiti, affinché non ci sia più spazio per questi orrori incivili. Che non si pensi che  buttarli nella spazzatura sia la soluzione perfetta. Perché nessuno vuol più sentirsi dire, come è accaduto in questi giorni a Milano per bocca dello scienziato Angelo Vescovi, responsabile del laboratorio: «Sono tranquillo ma anche profondamente amareggiato per questo evento macabro. E sto tornando a Milano per presentare subito un esposto contro ignoti: il freezer in cui è stato trovato il feto appartiene al mio gruppo, ma è in un corridoio di un’area pubblica». E ancora scoprire dalla sua stessa voce: «Noi per la nostra ricerca sulla Sla usiamo biopsie da feti abortiti, impiegando però solo parti e mai ci arrivano corpi interi. Chi ha lasciato la scatola non conosce né i nostri scopi, né la nostra ricerca: un esemplare conservato così come mi hanno detto questa mattina, per il nostro studio poi non serve a nulla. Temo non sia un caso che questo ritrovamento coincida con un trapianto di uno dei malati di Sla del primo gruppo». Preghiamo la ricerca di fare chiarezza e ancora di più la deve fare lo Stato. Altrimenti il rischio è quello di finire come la Cina che racconta l’Avvenire del 5 maggio 1995:  i dottori degli ospedali della metropoli cinese di Shenzhen vendono i feti o se ne nutrono per garantirsi un corpo più forte e più bello. Magari vale la pena ricordare che un essere umano vale più di un frigo o di un inceneritore. L'uomo costruisce i freezer e gli inceneritori.  
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