Le dimissioni di Lupi alla Camera: "Renzi non me lo ha chiesto"

20 marzo 2015, Marta Moriconi
Le dimissioni di Lupi alla Camera: 'Renzi non me lo ha chiesto'
"Sono pronto a rispondere su cosa ho fatto questi 22 mesi da Ministro".

"Mi ritengo obbligato a non far cancellare quanto fatto in questi mesi da me e i miei collaboratori, dai più alti dirigenti ai marinai della Guardia Costiera". 

"Rivendico il ruolo decisivo della politica nella conduzione del nostro Paese".

"Non invoco garantismo perché non ho ricevuto alcun avviso di garanzia". 

"Sono qui per le scelte politiche che ho fatto per il mio ministero. Quindi per responsabilità politica". 

"A fronte di tanto materiale investigativo, nulla della mia condotta da perseguire è stato analizzato".

"Parlerò delle ragioni per cui ho confermato Incalza, per cui ritengo immotivate e strumentali le accuse che mi sono state mosse".

"Grandi Opere: io sono anche custode del valore che ricoprono per il Paese. Ho assistito a un prolungato scontro tra giudizio e pregiudizio, diventato incandescente in queste ultime ore". 

"I motivi per cui non ho rimosso Incalza (...) è perché ho potuto verificare che non ha subito condanne. E' un elemento oggettivo e necessario come elemento per chi come me crede allo Stato di diritto". 

La mia "riforma del codice degli Appalti".

"I dati dell'Ance riferiscono che finalmente qualcosa si sta muovendo nonostante la crisi. Dimostrano questi dati che la politica, questa maggioranza, inizia a dare i suoi risultati". 

"Nel mio ministero la rotazione Provveditori opere pubbliche".

"Alitalia, dal baratro della consegna dei libri in Tribunale alla rinascita".

"Un amico di famiglia di 40 anni è inverosimile volesse accreditarsi con me con un vestito". 

"Mio figlio: ho proposto a mio figlio ingegnere appena laureato la possibilità di incontrare persona competente". 

"Conosco famiglia Perotti con cui passo feste Natale e Sant'Ambrogio. Che bisogno avevo di chiedere a Incalza di intercedere per lui? Avrei potuto farlo io e non l'ho fatto".

"Mio figlio è stato mandato dal Politecnico di Milano a San Francisco. Ora è in America, (...) da lunedì lavorerà a New York".

"Quanto al regalo del Rolex l'avessero regalato a me l'avrei rifiutato. I Perotti gliel'hanno regalato per la laurea, se ho fatto l'errore di non dirgli di restituirlo ho sbagliato". 

"Ho seguito la Costituzione con disciplina e onore". 

"La politica è una passione a servizio del bene comune".

 "La mia prima reazione è stata: non ho fatto nulla perché devo lasciare?".

"L'uomo agisce sempre per uno scopo, e lo scopo della politica è il bene comune. Se questo passo indietro può essere un modo per rafforzare l'azione del nostro governo, allora le dimissioni hanno un senso".

"Ai giovani: vi auguro di non trovarvi mai dentro bolle mediatiche difficili da scoppiare".

"Non perdo il sorriso e il buon umore". 

"Sarò un comprimario, ma la cosa a cui tengo sono i rapporti umani".

"Renzi non mi ha chiesto di dimettermi". 

"Nessun intercettazione può togliermi dare la propria vita al servizio della comunità". 

"Lascio il governo a testa alta". 

"La mia scelta di dimettermi farà vincere il giudizio e non il pregiudizio". 

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