Lupi, Scotto (Sel): "Ora Renzi al Quirinale. Se Ncd esce dal Governo noi non entriamo"

20 marzo 2015, Andrea De Angelis
"C'è un'infezione che attraversa il Paese da prima di Tangentopoli e il suo nome è corruzione". Così Arturo Scotto nell'intervista a IntelligoNews pochi minuti prima delle dimissioni di Lupi. 
Per il capogruppo di Sel alla Camera ora Renzi dovrebbe aprire formalmente una crisi di Governo, ma da parte del suo partito non c'è nessun interesse a prendere il posto di Ncd...

Lupi, Scotto (Sel): 'Ora Renzi al Quirinale. Se Ncd esce dal Governo noi non entriamo'
L'ex ministro De Girolamo ha invitato Alfano e il partito a lasciare il Governo. "Non siamo usa e getta", ha detto. Gli eventuali posti liberati da Ncd potrebbe essere presi da Sel in un ipotetico Renzi bis?

«Se dovesse accadere questo, ma già con la scelta di Lupi di lasciare il dicastero, Matteo Renzi dovrebbe nel rispetto del Parlamento andare al Quirinale e fare un passaggio parlamentare. Aprire cioè formalmente una crisi di Governo perché c'è un partito, il Nuovo Centrodestra, che è attraversato da un dibattito molto serio che riguarda la natura della sua forza politica e il sostegno a questo Esecutivo». 

Voi siete sostitutivi o no a questo partito?

«In ogni caso noi non siamo sostitutivi al Nuovo Centrodestra. Dall'inizio della legislatura il Pd ha scelto un'altra strada, ovvero quella delle larghe intese, fino all'accordo con i diversamente berlusconiani. Ha costruito un programma di Governo su questo impianto». 

Però nel frattempo è finito il Nazareno. 

«Il Nazareno è finito, ma le scelte sono ancora tutte lì a partire dalla riforma costituzionale scritta insieme a Berlusconi». 

Lupi non è comunque indagato. Le sue dimissioni non erano dunque così scontate?

«Per Sel non è mai stata una questione di tribunali, ma politica. Un ministro che non è riuscito a imporre la sua forza all'interno di un ministero dimostrandosi subalterno agli interessi di un pezzo della sua macchina burocratica e a un pezzo dell'impresa monopolista delle grandi opere è un ministro che non aveva la possibilità di assolvere la sua funzione. Quando c'è questo quadro è ovvio che ci sia un passo indietro».

Ma davvero è solo Lupi il problema?

«C'è una riflessione più profonda da fare, ovvero che l'Italia del dopo Tangentopoli non ha modificato nulla rispetto all'infezione che ha sempre attraversato questo Paese il cui nome è corruzione. I politici sono stati sostanzialmente sostituiti dai burocrati». 

Insisto sul punto precedente. Se Renzi chiama Scotto e gli propone un nome di Sel per il ministero, o se mette una personalità come Gratteri alle Infrastrutture cambia l'opinione del suo partito nei confronti di questo Governo o comunque no?

«Può mettere anche il miglior ministro del mondo, ma Sel non è alternativo al Nuovo Centrodestra. Il problema è politico e riguarda l'impianto di questa maggioranza e le scelte che il Governo ha assunto, a partire dalle questioni del lavoro e della disoccupazione».

Mi sta dunque dicendo che non basta una poltrona per cambiare l'agenda politica.

«Esattamente, nel modo più assoluto». 
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