Lupi, Giovanardi (Ncd): “Ora una riunione per decidere se lasciare Renzi”

20 marzo 2015, Andrea Barcariol
“Un atto obbligato per evitare il voto di sfiducia”. Così Carlo Giovanardi, intervistato
Lupi, Giovanardi (Ncd): “Ora una riunione per decidere se lasciare Renzi”
da IntelligoNews, commenta le dimissioni del ministro Lupi e attacca Renzi “quando venne condannato Errani gli chiese di rimanere al suo posto, elogiandolo”.

Lupi si è dimesso, un atto dovuto?

«Un atto obbligato, purtroppo la politica è fatta in maniera tale che martedì si annunciava un voto di sfiducia parlamentare indotto da questa bufera giornalistica. Come al solito prevale l’emotività sulla realtà, quindi è un gesto obbligato a prescindere dai contenuti».

Eppure Lupi non è indagato mentre 4 sottosegretari sì.

«Un ministro è costretto ad andarsene senza aver commesso nessun reato, non si capisce bene che cosa gli venga addebitato, mentre in altri situazioni abbiamo candidati indagati, come De Luca in Campania. Addirittura Renzi quando venne condannato Errani gli chiese di rimanere al suo posto, elogiandolo. Come al solito si fanno due pesi e due misure».

La De Girolamo in un’intervista al Corriere della Sera ha detto: “Penso che Ncd dovrebbe uscire dal governo”. E’ d’accordo?

«Penso che noi, come in tutti i Paesi seri, dovremmo fare una riunione del gruppo dirigente del partito e riflettere in maniera seria su cosa fare e su come muoverci».

L’Italia è ancora uno Stato di diritto?


«Cosa debbo dire, in questi giorni ne ho viste di tutti i colori. Oggi i giornali si stanno sbizzarrendo per vedere cosa fanno i figli, i nipoti e i parenti di politici, imprenditori, è una cosa allucinante che in Italia si finisca travolti perché uno telefona per il figlio che si era laureato. In Italia, i padri non si sono mai interessati ai figli? Di cosa stiamo parlando? E’ un’ipocrisia ripugnante».

Non pensa che sia inopportuno per una figura istituzionale, annunciare le dimissioni da Vespa?


«Anche in questo caso credo che il rapporto Parlamento – informazione sia da valutare e da approfondire. Sono convinto che Incalza non abbia commesso nessun reato ma politicamente c’è un problema grande come una casa, mentre la gente si interessa a un orologio o a un biglietto da 300 euro, qui c’è un sistema degli appalti, pilotato, che va avanti da 25 anni. Questo sistema è stato denunciato mille volte e coperto da tutti, questo è un problema politico, invece andiamo a vedere uno che prendeva 1.300 euro al mese. Tutti quelli del Pd in Emilia Romagna perché sono indagati?».

Rapporti tesi dunque tra Renzi e Ncd. Sul ddl unioni civili siete pronti a dare battaglia?


«Assolutamente, il testo è inaccettabile e anticostituzionale perché sovrappone totalmente le unioni civili e il matrimonio. E’ una presa in giro».

Vi aspettate l’appoggio di Forza Italia o credete che prevarrà la linea Pascale?

«Contro il ddl Cirinnà si è già espresso il presidente della Commissione Nitto Palma che, tecnicamente, lo ha fatto a pezzi. Credo quindi che la maggioranza di Forza Italia sarà con noi in questa battaglia. Anche una buona parte dei senatori del Pd si sono già espressi in maniera negativa».

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