Dimissioni Lupi, Mardegan (Ncd): "No al partito di Alfano. Ora Assemblea e primarie"

20 marzo 2015, Marta Moriconi
Dimissioni Lupi, Mardegan (Ncd): 'No al partito di Alfano. Ora Assemblea e primarie'
“A questo punto la vicenda meriterebbe un’assemblea nazionale, le primarie per la leadership e anche una direzione nazionale urgentissima”: a parlare così delle dimissioni di Maurizio Lupi da Ministro delle Infrastrutture è Nicolò Mardegan, coordinatore di Ncd a Milano. Si avverte una certa amarezza nelle sue parole, ma anche rabbia che trasforma in coraggio. Lui che è molto vicino alla figura del ministro dimissionario si definisce “deluso da Angelino” e non nasconde problemi interni al suo partito che non può diventare “di Alfano”, altrimenti quale “differenza ci sarebbe da Forza Italia?”. Questo e molto altro si chiede nell’intervista con IntelligoNews. 

Mardegan, avrà sentito il discorso alla Camera di Maurizio Lupi che si è dimesso. Come commenta l'intera vicenda? 

 “Sono molto amareggiato e arrabbiato. Si distrugge la vita di un uomo e della sua famiglia nel giro di poche ore. Maurizio è partito da lontano, lo conosco da quando ero consigliere di quartiere a 18 anni e lui, che si è fatto la gavetta, è sempre rimasto in periferia a vivere. Non è un miracolato o catapultato da Berlusconi. E questa vicenda mi fa tristezza ancora di più perché siamo nel Paese dei due pesi e delle due misure, la spocchia della sinistra è sempre la medesima. Renzi avrà rottamato molti, ma non ha rottamato l’ingiustificabile arroganza che hanno”. 

 Ma alla fine è Lupi che se ne è andato… 

“Io ho cercato di non far dimettere Maurizio. Essendo molto vicino a lui, gli ho detto di non mollare perché avrebbe fatto un regalo a Renzi. Lui vorrebbe un governo monocolore con persone senza autonomia celebrale e Maurizio non è così. Ma poi di che stiamo parlando? Della telefonata famosa in cui era in macchina, diretto verso una trasmissione televisiva, quella in cui fu intercettato mentre diceva se “Renzi mi toglie le Grandi Opere io mi dimetto”? Era una battuta per far capire che uno non può fare il ministro dell’Istruzione se ti tolgono l’università”

 Renzi ha le sue colpe, ok. Ma il complottismo giornalistico sta puntando il dito anche contro Alfano che da Lupi non è stato proprio nominato oggi e starebbe tenendo un atteggiamento ambiguo. 

Io sono uno che parla molto chiaro e ho già criticato le scelte di Angelino perché mi sembra poco coraggioso nei confronti di Renzi. Fossi stato in lui avrei creato una crisi di governo dicendo che Maurizio non si doveva toccare, non c’era alcuna prova contro di lui. E poi Renzi ha De Luca condannato ma candidato e tutta la questione dei sottosegretari indagati. Maurizio era al governo perché credeva fermamente che questo avrebbe fatto ripartire il Paese, e rimarrà un suo sostenitore perché crede al bene comune, il problema è che c’è qualcuno che invece la poltrona la preferisce senza se e senza ma”

 E ci faccia capire, magari questo qualcuno era seduto accanto a Lupi? 

“Ad Angelino voglio bene, ma mi ha deluso. E’ una presa per il c… dire che Maurizio si è dimesso. Sono una presa per il c… i comunicati stampa che ho visto in queste ore da parte di alcuni ministri e parlamentari. Gli hanno detto, e questa è stata la riunione e posso giurarlo, o ti dimetti o ti faccio sfiduciare. La Boschi stessa, tanto carina e tanto brava, ha parlato di libertà di voto, come dire sei fottuto. E lui per non far soffrire sua moglie e suoi figli ha fatto questa scelta. Perché altrimenti ha detto che sarebbe andato in Aula a farsi uccidere perché solo così gli italiani avrebbero capito meglio di cosa si stava parlando. Renzi deve andare al voto, si prenda i voti degli italiani a questo punto. E cmq io sono d’accordissimo con la De Girolamo”. 

Ma ora che è fuori Lupi che succede? Tutti fuori dalla maggioranza come chiede la sua collega? 

“Certo, è una questione di dignità politica. La maggioranza dei cittadini è orfana di una rappresentanza politica alternativa alla sinistra. Renzi non è quello che unisce le due anime della Nazione e ci sta prendendo in giro. La sua visione è statalista, accentratrice, sta ammazzando le Regioni, ha mozzato le Province, ha deciso di non mettere le preferenze, ha scelto i poteri forti abbandonando le partite iva, sulla scuola coi bersaniani poi non ne parliamo”. 

Giovanardi ci ha anticipato che ci sarà una riunione molto preso in Ncd. Se doveste scegliere come partito di stare dentro, come la prenderebbe? 

“Io do sempre il beneficio della buona fede ma c’è una parte del partito concentrata su Roma e sul partito parlamentare, e questa è la strada sbagliata; mentre l’altro gruppo a cui apparteniamo io con Nunzia (De Girolamo, ndr) e altri amici, è quello che rappresenta tutti i dirigenti locali e gli amministratori sul territorio. Il partito nasce da un sogno di meritocrazia e di scelta dei dirigenti dal basso. A questo punto la vicenda meriterebbe un’assemblea nazionale, le primarie per la leadership e anche una direzione nazionale urgentissima. Se no quali differenze da Forza Italia? Diventerebbe il Partito di Alfano, non quello della base. Su quest’aspetto apro una riflessione da Milano. Tra l’altro ci sono le amministrative qui nel 2016. E non voglio neanche sentire parlare di ipotetiche alleanze con la sinistra da qualche dirigente nazionale. Chi vuole il Pd e chi vuole Renzi vada a bussare alla sua porta, ma non pretenda di far passare me e la De Girolamo come quelli che vogliono il passato. Sono loro che stanno andando nella direzione sbagliata”.
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