SOS Acqua: in 15 anni calerà del 40%

20 marzo 2015, Giuseppe Tetto
La sopravvivenza dell’uomo sulla terra è a rischio: entro 15 anni circa la disponibilità di acqua sulla terrà calerà del 40%

SOS Acqua: in 15 anni calerà del 40%
A lanciare l’allarme è l’Onu nel suo rapporto 2015 “World Water Development” presentato stamani a Nuova Delhi, in India, dove avverte: l’acqua è al centro dello sviluppo sostenibile. Le risorse idriche e i servizi che forniscono sono alla base della crescita economica, della riduzione della povertà e della sostenibilità ambientale. 

Secondo Michel Jarraud, a capo di Onu-Acqua e segretario generale dell’Organizzazione meteorologica mondiale, esiste già un consenso a livello internazionale sul fatto che l’acqua e i servizi igienico-sanitari siano essenziali al raggiungimento di molti obiettivi di sviluppo sostenibile: «L’acqua è legata in modo indissolubile a cambiamento climatico, agricoltura, sicurezza alimentare, salute, uguaglianza, parità di genere ed educazione. Questo report – sottolinea Jarraud – è fondamentale per capire il ruolo dell’acqua nell’Agenda post 2015 per lo sviluppo».

E non è un caso che il monito sia stato lanciato proprio dall’India, visto che l’acqua è e sarà sempre più centrale per lo sviluppo dei Paesi poveri. Il consumo di acqua è previsto in aumento per via della crescita della popolazione mondiale e della domanda di beni e servizi. 
L’agricoltura usa già il 70% dell’acqua dolce disponibile, una cifra che sale al 90% nei Paesi meno sviluppati, ed entro il 2050 dovrà produrre il 60% di cibo in più livello globale, il 100% in più nei Paesi in via di sviluppo, si legge nel rapporto Onu. Ecco perché «il settore dovrà incrementare l’efficienza riducendo lo spreco d’acqua e aumentando la produttività delle colture».

A oggi i prelievi di acqua dolce per la produzione energetica rappresentano il 15% del totale e potrebbero salire al 20% entro il 2035: «Per questo serviranno sistemi più efficienti di raffreddamento degli impianti e una crescita delle fonti rinnovabili come eolico, solare e geotermico, prosegue l'Onu, secondo cui la domanda di acqua da parte dell'industria manifatturiera globale aumenterà del 400% tra il 2000 e il 2050».

Guardando nel giardino di casa nostra, secondo l’Istat, in Italia il prelievo nazionale di acqua a uso potabile ammonta a 9,5 miliardi di metri cubi, di cui l’84,8% proviene da acque sotterranee, il 15,1% da acque superficiali e il restante 0,1% da acque marine o salmastre. Per quanto riguarda la spesa media mensile delle famiglie per l’acquisto di acqua minerale si attesta nel 2013 a 11,42 euro, il 4,5% in meno del 2012. È un dato significativo vista anche la poca fiducia che le famiglie nutrono sulla qualità dell’acqua del rubinetto: dal 40,1% del 2002, infatti, si è passati al 28% nel 2014. La sfiducia è molto elevata in Sardegna (53,4%), Calabria (48,5%), Sicilia (46,2%) e Toscana (38,3%).
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]