Earth Hour 2016, boom di luci spente per la Terra: tutti i numeri

20 marzo 2016 ore 10:38, Micaela Del Monte
366 simboli del mondo a luci spente. No, non è un colossale blackout, ma un Earth Hour da record. La maratona di luci spente per un’ora ha fatto il giro del pianeta. Alle 20.30 di ogni paese infatti sono state tantissimo le città che hanno reso omaggio alla Terra. L'Earth Day è terminato oggi, dopo 24 ore, nel Pacifico (8.30 ora italiana ) nelle Isole Cook.

Earth Hour 2016, boom di luci spente per la Terra: tutti i numeri
L’Ora della Terra nel 2015 ha spento la luce in 7000 città e oltre 170 paesi e regioni del mondo, coinvolgendo oltre 2 miliardi di persone e centinaia di imprese. Quest’anno l’evento, giunto alla sua decima edizione, ha avuto numeri da record: hanno infatti come detto aderito ben 366 luoghi o monumenti simbolo in 178 Paesi, tra cui l’Empire State Building di New York, l’Opera House di Sidney, la Tour Eiffel a Parigi, il Marina Bay Sands a Singapore e Taipei 101, il quinto grattacielo più alto del mondo. In Italia hanno aderito finora oltre 200 luoghi tra comuni e palazzi storici, dal nord al sud: tra cui Maschio Angioino, Castel dell’Ovo e piazza del Municipio a Napoli, scalinata del Pincio a Bologna, Castello Sforzesco a Milano. Le luci si spegneranno qua e là anche a Firenze, Bologna, Siena, Pisa e nel Comune di Monte Isola, minuscola isoletta al centro del Lago di Iseo.
A Roma invece l’appuntamento ha coinvolto Piero Angela, volto storico della divulgazione scientifica e testimonial del WWF che ha spento le luci che illuminano la Fontana di Trevi.

Il motivo di tutto ciò? Semplice, uno dei più gravi problemi ambientali (ed è percepito da tutti). Stiamo parlando dei cambiamenti climatici. E’ anche per offrire una risposta (e stimolare la consapevolezza) che nasce l’evento l’Ora della Terra / Earth Tour. 
Il 73% degli italiani considera il cambiamento climatico un problema “molto grave”, percentuale che sommata a quella di chi lo considera “abbastanza grave” arriva al 94%. E’ questo il risultato di un sondaggio eseguito dall’istituto GfK per conto del WWF in occasione del grande evento. L’88,5 per cento degli intervistati ritiene che il cambiamento climatico sia dovuto alle attività umane, e solo una ristretta minoranza (6%) ritiene che non vi sia correlazione tra questo fenomeno e l’azione dell’uomo. Anche per questo aspetto, i più convinti sono i giovani tra i 14 e i 24 anni. Inoltre, gli italiani dichiarano un’elevata disponibilità a cambiare le proprie abitudini per favorire la riduzione dei gas serra, complessivamente l’85%.

Tra i testimonial quest’anno è arrivata anche l’adesione di Fedez, insieme con Neri Marcorè, Nicolò Fabi, Vittorio Brumotti, Lisa Casali. Anche il mondo dello sport è sceso in campo a fianco del WWF: c’è la Federazione Italiana Rugby, la Nazionale Azzurra e la Lega B attraverso B Solidale con le maglie verdi.
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