Morra (M5S): «Cancellieri? Pd fa trionfare ragion di partito su giustizia. Civati assolutamente puerile»

20 novembre 2013 ore 13:35, intelligo
Morra (M5S): «Cancellieri? Pd fa trionfare ragion di partito su giustizia. Civati assolutamente puerile»
di Claudia Farallo «Evidentemente hanno fatto trionfare per l’ennesima volta la ragion di partito, la ragion di Stato, su questioni che stanno a cuore a tutti i cittadini. In questo caso, quella di restituire finalmente una prospettiva di giustizia in Italia». È questo il giudizio espresso da Nicola Morra, senatore M5S, intervistato da IntelligoNews sull’Assemblea del Pd che ha affrontato il caso Cancellieri. Su Civati, che aveva presentato una mozione di sfiducia in seguito ritirata, Morra è lapidario: «Assolutamente puerile». E sull’eventuale scissione del M5S: «Non avremo a breve alcuna sorpresa. Se poi dovesse essere, io stesso dovrò prendere atto della mia ingenuità».   Qual è la sua previsione per il voto di sfiducia al ministro Cancellieri? «La mia previsione è incentrata sulla rilevanza che l’intervento di Letta, all’assemblea di ieri sera dei gruppi del Pd, riveste all’interno di questo stesso partito. Letta è intervenuto sostenendo che anche solo l’ipotesi che la Cancellieri potesse essere oggetto di votazione per una sua eventuale sfiducia significava indebolire il governo. Da questo noi ci dissociamo, perché è una richiesta di sfiducia individuale e reputiamo che, a prescindere da considerazioni di carattere politico machiavellico, il tutto sia da gestire in un’ottica di morale. A nostro avviso, il comportamento del ministro è stato non correttamente etico e, sulla base di questo, ne chiederemo la sfiducia. La nostra richiesta non avrà esito e, dall’altra parte, il ministro ha dichiarato che non rassegnerà le dimissioni. Noi ci chiediamo fino a che punto, in Italia, si possa andare avanti con una gestione della giustizia ad personam». Sisto, di Forza Italia, ha parlato di ‘Letta contro tutti’, mentre il democratico Meloni di ‘prova di unità del partito’. Che ne pensa? «Penso che Letta sia una sorta di cinghia di trasmissione, perché forse il vero ispiratore si trova su uno dei sette colli di Roma. È stato il Presidente della Repubblica, in più occasioni, a rimarcare come l’operato del ministro Cancellieri sia, dal suo punto di vista, ineccepibile. A nostro avviso, le cose non stanno esattamente così. Letta è venuto a chiedere l’unità del partito per ragioni politiche. Io e tutto il gruppo del M5S siamo dell’avviso che si dovrebbe ragionare non in termini di ragion di Stato o di dottrina machiavellica, ma si dovrebbe tornare a ragionare in termini di eticità». Beppe Civati aveva presentato una mozione di sfiducia… «Che è stata ritirata». Come commenta? «Perché presentare un’altra mozione? Si chiedeva esattamente quanto chiedevamo noi e in base ad argomenti che erano del tutto identici ai nostri. Purtroppo, questa è la patologia di cui è affetto il Pd: non riesce a lavorare in funzione del criterio di giustizia e valuta tutto quello che proviene dal mondo M5S come assolutamente irricevibile. Noi, lo dimostrano gli atti parlamentari, valutiamo tutte le proposte e tutti gli emendamenti non in funzione di chi li propone, ma del beneficio che possono dare ai cittadini. Quello del Pd è un atteggiamento pregiudiziale. Un tempo, si sarebbe detto ideologico. Noi siamo post-ideologici. Il Pd, invece, dimostra di essere ancora legato alle vecchie care ideologie che tanti danni hanno fatto nel XX secolo». Come giudica il passo indietro di Civati? «Assolutamente puerile». Perché? «Se una cosa è giusta, la devi portare avanti a prescindere. Evidentemente hanno fatto trionfare per l’ennesima volta la ragion di partito, la ragion di Stato, su questioni che stanno a cuore a tutti i cittadini. In questo caso, quella di restituire finalmente una prospettiva di giustizia in Italia». Dopo le indiscrezioni di ieri sui ‘ribelli’ grillini, ci dobbiamo aspettare una scissione anche nel M5S? «Sono sempre stato dell’avviso che, dialogando, ci si possa capire. Anche ieri, ho ragionato con tanti miei colleghi, che voi della stampa definite ‘dissidenti’, trovando dei punti di convergenza, dopo naturalmente l’avvio e lo sviluppo di riflessioni che non sono sempre immediatamente condivise e facili. Però la convergenza c’è stata, e quindi sono dell’avviso che non avremo a breve alcuna sorpresa. Se poi dovesse essere, io stesso dovrò prendere atto della mia ingenuità. Però il movimento è assolutamente libero, per cui ognuno può fare le sue scelte. Io, per coerenza, perché me lo sono posto sempre questo problema, nel caso dovessi andare in rotta di collisione con il movimento rassegnerei le dimissioni, perché gli elettori hanno votato il Movimento tutto, e non Nicola Morra. Poi ognuno fa le sue valutazioni, com’è giusto che sia. Il bello della democrazia è questo: il rispetto delle opinioni di tutti. Ma io penso che nella vita si debba essere coerenti».
autore / intelligo
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