Il Ppe italiano a Strasburgo si divide in tre CASINI EUROPEI

20 novembre 2013 ore 17:30, intelligo
Il Ppe italiano a Strasburgo si divide in tre CASINI EUROPEI
Una sequenza di riunioni dai toni forti ma non troppo. Un confronto a viso aperto tra parlamentari europei eletti in Italia che a pochi mesi dal voto del maggio prossimo avrebbero volentieri fatto a meno di divisioni e scissioni, consapevoli che soprattutto per le Europee, con lo sbarramento al 4% e i macrocollegi, le scalate in solitaria saranno difficilissime.
Infine la decisione a tarda sera con il gruppo del Ppe italiano che opta per una divisione in tre componenti: Forza Italia, Nuovo Centrodestra e Fratelli d'Italia. Con il Cavaliere vanno Raffaele Baldassarre, Paolo Bartolozzi, Fabrizio Bertot, Lara Comi, Elisabetta Gardini, Salvatore Iacolino, Barbara Matera, Aldo Patriciello, Crescenzio Rivellini, Licia Ronzulli, Amalia Sartori, Sergio Paolo Silvestris e Iva Zanicchi, così come aderisce anche il veneto Sergio Berlato. Nel gruppo del Nuovo Centrodestra entrano il capo delegazione Giovanni La Via, il vice presidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli, e poi Vito Bonsignore, Alfredo Antoniozzi, Antonio Cancian, Erminia Mazzoni e Alfredo Pallone. Carlo Fidanza e Marco Scurria restano membri di Fratelli d’Italia, mentre Giuseppe Gargani e Clemente Mastella rispettivamente dell’Udc e dell’Udeur resistono all'interno del gruppo Popolari per l'Europa con gli esponenti di Udc, Fli, Svp e l'ex leghista Rossi. Secondo le indicazioni che arrivano dal Parlamento Ue, non ci saranno terremoti, rivoluzioni e "selezioni all'ingresso" da parte del Ppe. Con il Pse vicino in termini di voti e di seggi non è possibile sindacare troppo sui quarti di nobilità e sulla piena adesione valoriale dei vari gruppi allo statuto del Ppe. Il pragmatismo, insomma, si spiega da Strasburgo, avrà inevitabilmente la meglio.
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