Magister che parla di Papa Francesco fa boom. Cosa c'è di 'eccezionale'

20 novembre 2014 ore 15:26, intelligo
Magister che parla di Papa Francesco fa boom. Cosa c'è di 'eccezionale'
"Nel vedere che il capo della Chiesa si sposta verso le loro posizioni, che sembra di comprendere e persino accettare. La vicenda dei ripetuti colloqui con Eugenio Scalfari è esemplificativa: il papa accetta che il fondatore di Repubblica, una volte il più duro contestatore del pontefice, pubblichi di questi colloqui tutto quello che vuole". E' una delle risposte di Sandro Magister intervistato da  Goffredo Pistelli su Italia Oggi che continua a far discutere il mondo cattolico sulla figura del Papa, che è inutile negarlo, interroga i cattolici. Non tanto per quanto detto, che se vogliamo è in parte pensato e scritto (anche se articolato in modo diverso) da Antonio Socci nel suo libro Non è Francesco, quanto per il successo che ha riscosso questo articolo, molto letto dai lettori del quotidiano e molto commentato. Ma c'è di più. E' come se il popolo cristiano sia sempre più assetato di verità e di figure vere che, nel bene o nel male, esprimano dei concetti limpidi anche se duri, da contraddire magari, ma privi di quell'arte di manipolare l'informazione per la massa, di veicolarla ad uso e consumo di pecorelle da far smarrire, visto il caos che regna.
E per spiegare bene  il suo pensiero sulla Chiesa di ieri e di oggi, Magister fa riferimento alla "chiarezza cristallina" di Ratzinger che poté andare in visita alla Moschea Blu di Istanbul proprio per aver detto quelle cose Ratisbona, perché "il suo giudizio non era enigmatico, si capiva benissimo".  Per Magister un approccio molto diverso da quello di Francesco in diverse occasioni: "Quando a Betlemme si ferma davanti al muro che divide i territori da Israele e resta in silenzio assoluto: non si sa cosa intenda dire. E quando a Lampedusa grida «vergogna», non è chiaro chi e perché debba vergognarsi. L'Italia che ha salvato migliaia e migliaia di vite? Perché non lo dice? Spesso ci sono parole e gesti che sono volutamente lasciati nell'indeterminatezza".
Poi quell'accenno alla riforma anche finanziaria di Francesco che vede ancora fermo ai blocchi di partenza (senza possibilità di ripartire) Ettore Gotti Tedeschi, che fu rimosso dallo Ior sotto la segreteria del cardinal Tarcisio Bertone, a cui "si nega una riabilitazione. Ha chiesto un colloquio al Papa ma gli è stato rifiutato". E insinua il dubbio di una Chiesa «ospedale da campo»che a volte tiene le porte serrate, ma solo ad alcuni, fermando così lo sguardo del lettore su chi ha sbarrate le strade della giustizia "ecclesiastica" nonostante, secondo il giudice delle indagini preliminari che ha deciso per l'archiviazione, "non risulti aver impartito specifiche direttive contrastanti con la normativa antiriciclaggio” e anzi, la sua attività “è stata orientata a creare una nuova policy nel quadro di misure miranti ad allineare lo stato Vaticano sul versante del contrasto al riciclaggio, ai migliori standard internazionali".
(m.m.)
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