Ruby ter, Berlusconi verso un nuovo processo. Le olgettine sedotte e corrotte?

20 novembre 2015 ore 10:41, Americo Mascarucci
Ruby ter, Berlusconi verso un nuovo processo. Le olgettine sedotte e corrotte?
Silvio Berlusconi rischia un nuovo processo, stavolta con la grave accusa di corruzione in atti giudiziari in relazione alla presunta “compravendita” delle testimonianze delle Olgettine e delle persone che nel processo Ruby hanno dichiarato che ad Arcore non c’erano orge, né sistemi prostitutivi come ipotizzato dalla Procura di Milano, ma soltanto “cene eleganti”. 

Il processo è stato ribattezzato “Ruby Ter” visto che è un filone del processo principale, quello in cui Berlusconi è stato assolto in via definitiva e che poggiava sull’accusa di prostituzione minorile per i presunti rapporti sessuali che l’ex Premier avrebbe intrattenuto, secondo l’accusa, con la marocchina Karima El Mahroug. 
All’accusa di prostituzione minorile si aggiungeva poi quella di concussione perché, a detta della Procura milanese, Berlusconi avrebbe esercitato pressioni, in qualità di Presidente del Consiglio sui funzionari di Polizia, per far rilasciare Ruby la sera in cui fu fermata in Questura per furto. 
Come detto Berlusconi è stato assolto da entrambe le accuse in via definitiva ma adesso la Procura di Milano ha chiesto il suo rinvio a giudizio insieme ad altre trentuno persone accusate di aver fornito agli inquirenti versioni aggiustate nell’ambito delle rispettive testimonianze, dietro ricompense in denaro da parte dell’ex Cavaliere.  
La richiesta di rinvio a giudizio oltre a Berlusconi riguarda numerosi testi del processo: ci sono accuse di falsa testimonianza per la Rossi, il cantante e amico storico di Silvio Berlusconi, Michele Apicella, che risponderebbe di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. L’accusa di corruzione in atti giudiziari imputata a Berlusconi, ad una ventina di ragazze (anche accusate di falsa testimonianza), alla stessa Ruby, al suo ex legale Luca Giuliante e ad altri, è contestata fino allo scorso maggio, quando vennero chiuse le indagini con atti notificati a fine giugno. 

La Procura ha invece stralciato la posizione del funzionario di polizia Giorgia Iafrate ed ha chiesto per lei l’archiviazione. La Iafrate è il funzionario della Questura che dispose l’affidamento di Ruby a Nicole Minetti la sera in cui arrivò in Questura la telefonata di Berlusconi. Per gli inquirenti la Iafrate avrebbe agito nel rispetto delle procedure.

Ora bisognerà attendere la decisione del Gup (Giudice dell’Udienza Preliminare) che dovrà decidere se mandare gli imputati a processo o assolverli dalle accuse. 
Una richiesta di rinvio a giudizio che tuttavia non può mancare di scatenare polemiche. Perché, se Berlusconi è stato assolto tanto in Appello che in Cassazione nell’ambito del processo Ruby, che senso ha oggi incriminare lui e i testimoni del processo che hanno deposto in primo grado, se di fatto il reato non c’è? Queste presunte testimonianze aggiustate che cosa hanno cambiato realmente rispetto al corso del processo e alla decisione finale dei giudici? Quanto hanno effettivamente inciso? In pratica poco o nulla se in due gradi, il secondo ed il terzo,i giudici hanno riconosciuto l'insussistenza delle accuse.
Il centrodestra ha evidenziato come, casualmente, questa nuova iniziativa della Procura milanese giunga proprio nel momento in cui Berlusconi ha rialzato la testa ed è pronto a tornare in campo in prima persona per ricostruire un’alleanza di centrodestra con la Lega di Salvini e i Fratelli d’Italia. 
Un Berlusconi fortemente indebolito rispetto al passato ma che continua a fare paura, memori forse delle tante volte in cui, dato per spacciato, è invece tornato vincitore. Alla fine insomma il centrodestra rischia di avere buon gioco nel denunciare la “giustizia ad orologeria” nel momento in cui con le elezioni amministrative alle porte, ecco riemergere l’ennesimo processo contro l’ex Premier con l’accusa di aver comprato i testimoni della difesa. Il tutto per salvare Berlusconi da accuse che poi la magistratura stessa ha accertato non sussistere. 
Insomma, la guerra fra l’ex Cavaliere e la magistratura milanese è ben lungi dal trovare una fine.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]