Stress e pendolarismo scatenano il diabete? Ecco perchè in Italia raddoppia

20 novembre 2015 ore 11:48, Americo Mascarucci
Stress e pendolarismo scatenano il diabete? Ecco perchè in Italia raddoppia
Nel mondo, oltre 400 milioni di persone soffrono di diabete. Di queste, più dei due terzi, risiedono nelle grandi città. Lo stile di vita frenetico degli abitanti delle metropoli, in particolare dei pendolari, aumenterebbe infatti il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. È quanto emerge da uno studio internazionale guidato dall'University College London di Londra (Regno Unito), presentato durante il “Cities Changing Diabetes Summit 2015”, che si è svolto tra il 16 e il 17 novembre a Copenaghen (Danimarca). 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno intervistato oltre 550 persone affette da diabete di tipo 2 o che presentavano il rischio di svilupparlo. 
I partecipanti erano residenti in cinque grandi città: Copenaghen, Houston (Usa), Città del Messico (Stati Uniti Messicani), Shanghai (Cina) e Tianjin (Cina). Lo studio, inserito nell'ambito del programma "Cities Changing Diabetes", si prefiggeva di scoprire i fattori che favoriscono l'insorgenza della malattia tra gli abitanti delle metropoli. Inoltre, puntava a capire come le autorità governative dovrebbero affrontare questa crescente sfida per la sanità pubblica.
L'indagine ha dimostrato che i cittadini sono maggiormente vulnerabili allo sviluppo del diabete di tipo 2 a causa di un complesso mix di fattori sociali e culturali. In particolare, fra i principali responsabili sono stati individuati lo stress, la fretta e il pendolarismo. 

Fin qui lo studio londinese cui però è il caso di correlare i recenti numeri diffusi in  Italia, dal 'Rapporto Arno Diabete 2015', frutto della collaborazione tra la Società italiana di diabetologia (Sid) e il Cineca. 
Secondo i risultati di questo rapporto in Italia ci sono cinque milioni di diabetici, più del doppio di trenta anni fa. La prevalenza della malattia è dell'8,1% e oltre il 65% dei malati ha più di 65 anni. Una paziente su quattro supera gli ottant’anni, mentre solo il 3% ha meno di 35 anni. Il documento stima anche i costi della patologia per il Servizio sanitario nazionale: ogni anno in Italia si spendono circa 15 miliardi di euro, il 90% dei quali per la gestione delle complicanze.

E a questo punto tutto torna. Sarà un caso che in Italia si assista ad un aumento vertiginoso dei casi di diabete soprattutto nelle persone anziane, e che proprio in Italia ad esempio il pendolarismo sia fra i comparti più fortemente stressati? 
Certo, uno studio che certifica l’automatismo non c’è, ma prendete ad esempio il caso di Roma. 
I pendolari, quelli cioè che ogni giorno devono servirsi dei mezzi di trasporto pubblici per raggiungere i luoghi di lavoro, quasi quotidianamente devono fare i conti con ritardi, linee interrotte, treni soppressi, disagi di ogni tipo sia all’andata che al ritorno, tutte situazioni che inevitabilmente portano il nervosismo alle stelle e con esso l’aumento di stress. 
Più del 65% dei diabetici ha più di 65 anni e certamente anche questo non è un caso se si pensa che a quell’età in pratica si è trascorsa metà della vita alle prese con questi problemi. E anche il fatto che il picco di diabete sia aumentato negli ultimi trenta anni è forse sintomatico di come tutto coincida con il sempre più evidente malfunzionamento dei trasporti pubblici in Italia? 

Analizzando i dati relativi a oltre 30 Asl sparse sul territorio nazionale, è stato individuato un campione di 550 mila persone con diabete, rappresentativo della popolazione italiana: dato corrispondente a una prevalenza del diabete del 6,2% (pari a una stima di 3.780.000 italiani con diabete), più che raddoppiato rispetto a 30 anni fa. In soli 18 anni, i casi noti sono aumentati di oltre il 70%. A questi vanno aggiunti quelli di diabete non riconosciuto, che si stima siano uno ogni 4 casi di diabete noto. Questo porta quindi i casi complessivi a circa 5 milioni e la prevalenza del diabete in Italia a circa 8,1%. 

Insomma dati sconcertanti e chissà che due più due anche in questo caso non faccia quattro? Mettendo in relazione i dati sulle categorie più affette da diabete e l’innalzamento del livello dei malati in Italia, il conto alla fine sembra starci tutto.  

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