Come sarebbe il mondo senza animali? "Racing Extinction" lo mostra in un documentario choc. VIDEO

20 novembre 2015 ore 13:10, Micaela Del Monte
Come sarebbe il mondo senza animali? 'Racing Extinction' lo mostra in un documentario choc. VIDEO
Come sarebbe il mondo senza animali? Come sarebbe il mondo fatto di lande desolate, mari svuotati e foreste deserte?

A mostrarcelo sarà Animal Planet, il canale (Sky canale 421) si vestirà in protesta per sensibilizzare il telespettatore sul rischio estinzione delle specie: operazione che culminerà con la messa in onda del documentario “Racing Extinction”, firmato dal regista Premio Oscar Louie Psihoyos (The Cove). Un evento televisivo globale in onda mercoledi 2 dicembre in 220 paesi in contemporanea, dalla Nuova Zelanda fino agli Stati Uniti: in Italia appuntamento alle ore 21 su Discovery Channel, in esclusiva su Sky (canale 401/402 e in HD). 

Un mondo senza tigri, delfini, leoni e ogni genere di anfibio o quattrozampe per quello che non è un semplice documentario ma un vero e proprio atto d'accusa nei confronti di alcuni paesi, Cina e Stati Uniti in particolare, maggiori produttori di Co2 del pianeta.

"Quello che voglio - ha spiegato il regista - è scatenare l'emozione, sono convinto che i film possono essere l'arma più potente, la migliore arma di costruzione di massa". In oltre, per sensibilizzare l'opinione pubblica, domani sarà oscurato il canale Animal Planet, mentre come testimone d'eccezione è stata scelta Patty Pravo interprete di una singolare versione del brano "I due leocorni" dal quale spariranno i nomi di tutti gli animali. 

La scelta del giorno non è casuale cadendo a ridosso del summit dei grandi della terra che a Parigi in quei giorni si interrogheranno su come salvare il pianeta. Un primo successo comunque è già stato messo in cassaforte come spiega il produttore e attore (Lost e Grand hotel Budapest) Fisher Steven: "Non sappiamo se Papa Francesco abbia visto il documentario - rivela - ma siamo da mesi in contatto con i suoi più stretti collaboratori per la realizzazione di un nuovo progetto. Siamo stati a Roma due volte negli ultimi mesi, entro tre settimana si saprà tutto". Inutile sottolineare che sia Louie che Stevens sono due ambientalisti più che convinti oltre che vegetariani, anzi vegani al punto da interrompere l'incontro con la stampa internazionale quando arrivano due piatti di vegan pasta con funghi annaffiati da altrettanti bicchieri di latte di soia. Ma siamo in America e forse anche questo fa spettacolo. Proiettato in anteprima al Sundance festival il documentario ha raccolto qualche critica per il contrasto tra le immagini platinate e la crudeltà delle scene come quella in cui si vedono essiccare al sole oltre 20 mila pinne di squali. 

"È un effetto voluto - ha detto il regista - ci interessava parlare ai più giovani, cambiare completante strada rispetto all'ambientalismo di Al Gore, per questo abbiamo pensato di ispirarci al film Ocean Eleven o a James Bond rendendo il documentario più eccitante e il risultato si è visto subito: adesso tutti i ragazzi non vedono ora di parlare della Bond auto che usiamo noi, che ovviamente è una vettura elettrica. Il risultato è che è passato il nostro messaggio subliminale. Anche il viaggio più lungo inizia con un piccolo passo: basterebbe che ogni americano per una vota a settimana rinunciasse a carne, e uova per ottenere un beneficio ambientale simile al l'eliminazione di 7,5 milioni di automobili dalla circolazione". Ma questo, ha sottolineato Stevens, riguarda solo noi americani e non voi italiani che già siete virtuosi: "Sono stato in Sicilia e ho visto come siete all'avanguardia con aziende organiche e con il vostro cibo a km zero, per non parlare poi della dieta mediterranea, dovremmo proprio prendere esempio da voi".

“Racing Extinction” ha unito un team di attivisti ed esperti in una gara appassionata per proteggere dall’estinzione le specie in pericolo, grazie ad una campagna di sensibilizzazione di proporzioni globali. Il regista Louie Psihoyos e il gruppo di lavoro di The Cove hanno messo in piedi una vasta operazione in incognito per portare alla luce il traffico di specie in pericolo, infiltrandosi nei mercati neri più pericolosi al mondo. Con l’ausilio di telecamere nascoste, infiltrati locali, strumenti high-tech, il documentario svela immagini inedite che cambieranno l’ottica comune di vedere il mondo. I due maggiori fronti d’azione raccontati nel film sono la denuncia del mercato internazionale di animali rari e la rivelazione della stretta relazione tra le emissioni di carbonio e l’estinzione delle specie.

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