Parigi, Forestale può combattere il terrorismo. Moroni (Sapaf): "Conosciamo i sentieri tra Francia e Italia..."

20 novembre 2015 ore 13:52, Marta Moriconi
Parigi, Forestale può combattere il terrorismo. Moroni (Sapaf): 'Conosciamo i sentieri tra Francia e Italia...'
Polizia, carabinieri, finanzieri e militari sono in prima linea nella lotta al terrorismo. Anche la penitenziaria svolge un ruolo importante, basti pensare al rapporto tra mondo carcerario e estremismo islamico. Ma la quinta forza di polizia italiana, quel Corpo forestale che il Governo vorrebbe militarizzare e accorpare coi carabinieri nei prossimi mesi, a cosa può servire quando si parla di allarme terrorismo? Lo abbiamo chiesto a Marco Moroni, segretario generale del Sapaf, il maggior sindacato dei forestali.

Forestale e terrorismo, come contribuireste a questo momento delicato?

"Basti pensare al controllo sulle strade bianche militari - dice Moroni - è ai sentieri non carrozzabili tra Francia e Italia. Lì le altre forze dell'ordine non sono presenti e non hanno conoscenza del territorio, penso a obiettivi sensibili come dighe, tralicci e ponti che qualche estremista potrebbe voler colpire. Non solo. Pensiamo anche al controllo del territorio per eventuali covi di terroristi in zone montane e rurali più trascurate dove noi abbiamo un bagaglio di esperienza notevole".

L'accorpamento in questo momento mette a rischio la strategia anti Isis?

"Assolutamente si - prosegue ancora Moroni -, proprio perché questo modello di sicurezza ha funzionato perché smantellarlo con tutti i problemi che ne seguono? Perché cancellarci, accorparci ai carabinieri, militarizzarci togliendo diritti sindacali e minando il nostro modus operandi che mal si concilia con la rigidità del mondo delle stellette?"

Che cosa serve ora?

"Le nostre peculiarità vanno salvaguardate - conclude il segretario del Sapaf - e da mesi siano mobilitati per questo. Il nostro futuro è quello di una polizia ambientale civile, con una autonoma direzione centrale che potrebbe, ad esempio, essere incaricata nell'ambito del dipartimento della pubblica sicurezza e dunque con la Polizia di Stato. Al premier Renzi e al ministro Madia stiamo chiedendo da tempo di rivedere le loro scelte. Il momento che stiamo vivendo impone oggi ancor di più la necessità di salvaguardare il Corpo forestale".
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