Obama tradito anche dai suoi alla Camera, il suo piano per i rifiugiati non passa

20 novembre 2015 ore 14:03, Americo Mascarucci
Obama tradito anche dai suoi alla Camera, il suo piano per i rifiugiati non passa
Nuovo schiaffo ad Obama dalla Camera degli Stati Uniti che ha dato l'ok all'American Security Against Foreign Enemies Act, il provvedimento che blocca l'accoglienza dei rifugiati siriani e iracheni. 
Il voto arriva dopo la rivolta dei governatori Usa, ventisette su cinquanta, che dopo i gravi fatti di Parigi hanno annunciato l’intenzione di bloccare l’ingresso dei migranti nei propri stati. Una battaglia che i Repubblicani stanno portando avanti in vista delle prossime presidenziali facendo leva sulle legittime paure degli americani sempre più allarmati dalla prospettiva di ritrovarsi insieme ai profughi anche potenziali terroristi. 
I Repubblicani sono ora passati al piano due, ossia alla presentazione alla Camera degli Stati Uniti di un provvedimento che di fatto va a bloccare il piano di accoglienza annunciato da Obama. 
Il provvedimento è stato approvato con 289 voti a favore , tutti i repubblicani più 47 democratici , e 137 contrari. 
La dimostrazione evidente di come la minaccia terroristica sia altamente percepita negli Usa al punto da spingere anche i deputati democratici a sostenere la proposta repubblicana. Segno di come, l’esigenza di sicurezza prevalga in certi casi sulle logiche politiche. 

L'American Security Act ora passerà al vaglio del Senato. 
La legge impone come condizione che il segretario alla Sicurezza interna, il direttore dell'Fbi e quello dell'intelligence nazionale, certifichino che un rifugiato non rappresenti una minaccia per la sicurezza nazionale. La certificazione, che si aggiunge al severo sistema di verifiche già in atto con screening della durata di 18 mesi, di fatto blocca il programma di accoglienza dei rifugiati annunciato a settembre da Obama. 
Insomma, per il Presidente uno schiaffo in piena regola e se quello assestato dai Repubblicani era preventivato, quello giunto da parte dei Democratici sicuramente è destinato a fare più male. Perché dimostra come l’inquilino della Casa Bianca abbia perso il contatto anche con la propria base elettorale.

Il che a meno di un anno dalle elezioni presidenziali non è di buon auspicio. 
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