Psicosi, bufale e panico. Ma Renzi dà lo stop: no al procurato allarme

20 novembre 2015 ore 14:20, Micaela Del Monte
Psicosi, bufale e panico. Ma Renzi dà lo stop: no al procurato allarme
Quello che sta accadendo nel mondo degli ultimi giorni in tutto il mondo
(tra gli attentati di Parigi, gli ostaggi di Mali e le minacce continue da parte dell'Isis) non ha fatto che far salire alle stelle il livello di allerta e la paura per la possibilità che nel nostro Paese possano verificarsi attentati. Questo soprattutto perché sembra essere stato proprio il Califfato ad annunciare che Roma, come anche Londra e Washington, saranno i prossimi obiettivi.

E allora nella Capitale il numero di Forze dell'Ordine schierate è aumentato a dismisura, così come anche i falsi allarmi.

Negli ultimi otto giorni ci sono stati circa otto allarmi di possibili attentati, fatti di borse e sacchetti sospetti ritrovati nelle metropolitane (cosa che non ha fatto altro che rallentare ulteriormente le corse già di per sé non proprio efficienti). Non solo però perché la paura e l'allarmismo si sta diffondendo anche sui social network e su WhatsaApp dove da qualche giorno sta circolando una nota audio di una mamma che implora la figlia di rimanere a casa per via di un quasi sicuro attentato nel centro della Capitale, informazione ricevuta dalla donna da un'amica che, stando a quanto dice nella nota audio, lavorerebbe al Ministero dell'Interno. 

 

Questo messaggio è diventato virale, passando dai telefonini di moltissimi utenti che utilizzano questa messaggistica e, sottolineano alla Polizia, rischia di creare ulteriore allarmismo in una città in cui ogni giorno le forze dell'ordine devono verificare diversi allarmi bomba, tutti poi rivelatisi falsi. Anche la pagina Facebook di "Agente Lisa" ha condiviso la bufala, avvertendo gli utenti del falso allarme e che, in questo modo, oltre a creare un clima di terrore fra la popolazione, si rischia un'incriminazione per il reato di procurato allarme. I messaggi di "Una vita da social" e di "Agente Lisa", strumenti di comunicazione 2.0 della Polizia di Stato vengono accolti con positività dagli utenti, tanto che il post, diventato virale, ha in queste ore raggiunto oltre 2milioni di persone.

A denunciare la bufala è stato anche il Premier Matteo Renzi che ha detto intervenendo all'inaugurazione del nuovo Pronto soccorso dell'ospedale Santo Spirito: "In queste ore gira un messaggio vocale su WhatsApp di una madre allarmata che parla alla figlia e le dice di stare attenta perché la situazione è peggiore di quella che le istituzioni fanno conoscere. Ho chiesto agli inquirenti di capire chi e come ha diffuso questo messaggio. Per me è procurato allarme".

Il messaggio invita a non uscire di casa e a cambiare le proprie abitudini: "Chi vuole costringerci a cambiare vita non vincerà".
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