Stabilità, c'è un "tesoretto" per le scuole paritarie. E si scatena l'ira degli studenti

20 novembre 2015 ore 16:47, Americo Mascarucci
Stabilità, c'è un 'tesoretto' per le scuole paritarie. E si scatena l'ira degli studenti
Il Nuovo Centrodestra ha ottenuto un’importante vittoria nella politica in favore della parità scolastica. 
La commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento alla legge di stabilità  per il 2016. Le risorse destinate alle scuole paritarie passeranno da 472 a 479 milioni di euro, con un incremento di 25 milioni per l'anno prossimo e i prossimi anni

Lo ha annunciato con soddisfazione il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione con delega alle paritarie Gabriele Toccafondi esponente Ncd. "Questo governo  -  ha spiegato Toccafondi  -  continua il lavoro per abbattere muri ideologici. L'approvazione dell'emendamento è l'ennesimo segnale che la scuola per noi è tutta pubblica e che poggia su due gambe: una è rappresentata dalla scuola pubblica statale, l'altra è rappresentata dalla scuola pubblica non statale, o paritaria, frequentata da oltre un milione di ragazzi". 

Un intervento che sembra andare nella direzione auspicata dalla Conferenza Episcopale Italiana. Era stato proprio il segretario Cei Nunzio Galantino a lanciare l’allarme sul tracollo delle iscrizioni alle scuole paritarie chiedendo un impegno del Governo a sostenere di più il sistema scolastico plurale in nome di una concreta, reale e sana competizione. 
Perché il pluralismo educativo dovrebbe essere considerata un’opportunità di crescita e non un pericolo per l’efficienza del sistema pubblico. 
Invece in Italia i laici continuano a contrapporre scuola pubblica e scuola paritaria, facendo passare il messaggio sbagliato che il sostegno agli istituti privati comporti automaticamente un decremento della qualità della scuola statale. 
Ecco quindi che la notizia dell’aumento dei fondi in favore del sistema paritario ha scatenato le ire di Danilo Lampis, Coordinatore Nazionale dell'Unione degli Studenti, il quale ha attaccato: 'Mentre il Governo si appresta a sforare il Fiscal Compact sulle spese militari trovando anche finanziamenti ulteriori per le scuole private, non si trovano le risorse per l'istruzione pubblica e il welfare'. 

Non sarà invece che il vero timore è proprio quello di mettere le famiglie nelle condizioni di poter scegliere pubblico e privato senza eccessive disparità di trattamento come avviene oggi? Con le famiglie obbligate a scegliere la scuola statale perché le paritarie sono costrette a fare leva solo ed unicamente sull’aumento delle rette per sopravvivere, rendendo di fatto insostenibile l’accesso al sistema privato per chi non può permettersi tasse così salate? Non sarà che il principio democratico della libertà di scelta anche sul piano educativo e didattico per i laicisti duri e puri debba fare rima con l’imposizione di un unico sistema d’istruzione? Insomma dall’imposizione del pensiero unico alla scuola unica, omologata e allineata, il passo potrebbe essere davvero breve. 

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