Facebook, Zuckerberg contro le bufale: censura dietro l'angolo

20 novembre 2016 ore 14:38, Adriano Scianca
Facebook ha iniziato una guerra contro le “notizie false” dai risvolti ancora tutti da capire. Dopo l'elezione di Trump, molti avevano messo sotto accusa i social network, rei di aver contribuito alla circolazione di news false o tendenziose. Menlo Park aveva quindi lanciato una sua guerra contro i fake. Ora, però, è lo stesso Mark Zuckerberg a riconoscere di avere poche armi contro questo tipo di fenomeni virali. Un recente report di BuzzFeed ha dimostrato che negli ultimi mesi le false notizie elettorali sono riuscite a scavalcare in quanto a interazioni (share, reazioni e commenti) le più importanti news del momento diffuse da siti “autorevoli”. 

Facebook, Zuckerberg contro le bufale: censura dietro l'angolo

Da qui la voglia di Google e Facebook di fare giustizia delle troppe bufale che girano nella rete. Il social network, in particolare, aveva messo una task force a lavorare sulla questione. Ora Zuckerberg sembra voglia affidarsi innanzitutto alle segnalazioni degli utenti per poi procedere a una verifica dei contenuti segnalati. Non mancheranno neppure gli ''avvisi'' che allerteranno gli utenti che rischiano di incappare nelle notizie false. Stessa vigilanza avverrà sulla scelta dei link correlati, in nome della qualità: così il News Feed non potrà più indirizzare i lettori verso siti di disinformazione. 

Le controindicazioni, però, sono dietro l'angolo. Certo, esistono migliaia di siti che, semplicemente, inventano notizie, creano dal nulla fatti mai esistiti, prendono in giro gli utenti per fare incetta di click. Ma ci sono anche tanti siti che potrebbero essere rei di dare semplicemente delle interpretazioni politicamente scorrette di fatti reali. Chi distingue tra i due casi? Anche il fatto di affidarsi in prima battuta alle segnalazioni degli utenti può creare un clima pericoloso: cosa accade se tanti utenti di una certa area politica indirizzano i loro strali verso un sito non gradito? Facebook saprà riconoscere la disinformazione dall'informazione politicamente scorretta? E i “reprobi” che garanzie avranno per potersi rivalere contro decisioni arbitrarie e ingiuste? Insomma, la lotta alla disinformazione può persino peggiorare lo stato dell'informazione reale.
caricamento in corso...
caricamento in corso...