Dark web, così comprano i nostri dati nella rete nata per sfuggire ai regimi

20 ottobre 2015, Andrea De Angelis
Dark web, così comprano i nostri dati nella rete nata per sfuggire ai regimi
Avete mai sentito parlare di carding?
Probabilmente no, ma potreste già esserne stati vittime, soprattutto se in un passato più o meno recente vi è capitato di perdere una carta di credito o di registrare movimenti sospetti sui vostri conti. 

Con questo termine si intende infatti la vendita di carte di credito in una economia sommersa che viaggia nella rete, il cosiddetto "dark web". Uno dei pilastri del mercato nero è proprio il carding, ma non è di certo l'unico. L'acquisto di dati personali, ovvero il classico furto d'identità, è un altro fenomeno molto diffuso oltre ad essere una delle categorie di frode più pericolosa, dal momento che le persone con in mano questi dati possono liberamente 'assumere' l'identità digitale della persona in questione. 

Ma è corretto parlare di mercato? Assolutamente. Secondo lo studio The Hidden Data Economy pubblicato nei giorni scorsi da Intel Security Mcafee Lab, dati personali, carte di credito e credenziali di ogni tipo sono venduti da piattaforme online sul mercato nero del web per cifre irrisorie. I nostri dati, insomma, non valgono poi così tanto, ma sono richiestissimi. Scordatevi cifre a tre zeri: con circa 20 euro si può venire a conoscenza del PAN, ovvero il numero identificativo di una carta di credito rubata, la data di scadenza della stessa e il codice CVV, quello che si trova sul retro. Pagando più o meno il doppio si può comprare invece quello che viene chiamato 'Fullzinfo', una serie completa di dati della vittima. A essere trasmessi saranno infatti il domicilio, il numero di previdenza sociale, addirittura il nome dei familiari. Nel pacchetto è compreso anche tutto ciò che attiene a codici e password per accedere ai servizi online o ai bancomat.

Negli Stati Uniti come in Gran Bretagna, ma anche in Australia e Canada la situazione è decisamente peggiore. L'acquisizione di dati 'software generated' negli Usa oscillano tra i 5 e gli 8 dollari, contro i 20-25 dollari negli altri paesi. 

Il bello è che questo "web sommerso" doveva servire per sfuggire alle censure e proteggersi da regimi oppressivi. Con il tempo, però, l'obiettivo prevalente è diventato un altro: eludere la legge e fare soldi. 
Così, nel deep web da tempo prosperano supermercati online della droga e siti pedopornografici. Ma più di recente sono nate anche comunità dove si comprano e vendono beni illegali di ogni genere, ci si scambiano consigli, si pianificano ricatti e attacchi informatici. E il carding è solo uno dei punti dolenti.




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