L'Egitto va in scena a Bologna. I tre capolavori da non perdere

20 ottobre 2015, Andrea De Angelis
L'Egitto va in scena a Bologna. I tre capolavori da non perdere
Da Torino a Bologna. La magia e la bellezza dell’Egitto si mette in mostra e dal capoluogo piemontese arriva a Bologna per essere protagonista di un’esposizione che si annuncia spettacolare. La location è il Museo Civico Archeologico dove è stata allestita l’esposizione dal titolo “Egitto. Splendore Millenario”. Si tratta di una kermesse di altissimo prestigio che racconta la vita nell'Antico Egitto, realizzata con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, prodotta da Comune di Bologna, Istituzione Bologna Musei e Arthemisia Group. La mostra è curata da Paola Giovetti, responsabile del Museo e Daniela Picchi, curatrice della sezione egiziana.

Da Torino a Bologna, dunque con oltre cinquecento pezzi provenienti dal Museo Nazionale di Antichità di Leiden in Olanda. Fanno pandant con le opere arrivate da Firenze e quelle che già fanno parte della collezione egiziana di Bologna. Insieme, esalteranno un percorso davvero unico nel suo genere con una ricchezza di pezzi e dettagli molto particolare. La mostra, che si sviluppa su circa 1.700 metri quadrati, ha aperto i battenti lo scorso 16 ottobre e resterà aperta al pubblico per nove mesi (fino al 17 luglio 2016) , tre in più dell’Expo di Milano e c’è da prevedere il sould out.Le peculiarità della mostra tornano nelle parole del sindaco di Bologna Virginio Merola secondo cui si tratta di un “progetto di straordinario valore e di fortissimo impatto visivo e scientifico che l’Istituzione Bologna Musei ha realizzato insieme ad Arthemisia  Group, azienda leader nel settore che si avvale della curatela di Paola Giovetti, responsabile del Museo, e Daniela Picchi, curatrice della sezione egiziana”. Complessivamente sono cinquecento i pezzi archeologici di “inestimabile valore che arriveranno per la prima volta in Italia dal Rijksmuseum van Oudheden di Leiden - ha sottolineato il primo cittadino - e si potranno vedere qui, a Bologna”.

Tra le “chicche” da non perdere c’è la La Stele di Aku XII-XIII dinastia (1976 – 1648 a.C.), monolito scolpito con la raffigurazione delle pratiche magico-religiose antiche legate al principio della vita. Di altrettanto valore il gruppo statuario di Maya e Meryt XVIII dinastia, regni di Tutankhamon (1333 – 1323 a.C.) e Horemheb (1319 – 1292 a.C.) che raffigura il ministro del faraone Tutankhamon in compagnia della moglie, nella speranza di trovarsi riuniti anche nell’aldilà. Infine da non perdere il Sarcofago antropoide di Peftjauneith, uno dei più affascinanti simboli dell’antico Egitto, contenitore funebre delle mummie reali
Insomma, dopo l’Expo comincia un altro viaggio. Questa volta, nella storia. 

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