Unioni Civili, Puppato a Fioroni: “Ma che di corsa! Subito al voto. Utero in affitto mai in Italia”

20 ottobre 2015, Marco Guerra
Unioni Civili, Puppato a Fioroni: “Ma che di corsa! Subito al voto. Utero in affitto mai in Italia”
Il tema della filiazione per gli omosessuali resta centrale nel dibattito sulle Unioni Civili. Se da una parte c’è chi, nella maggioranza e nel Pd, chiede una maggiore riflessione sulla step-child adoption, dall’altra ci sono parlamentari come la senatrice Laura Puppato che, sentita da IntelligoNews, esorta a mettere subito al voto il testo per “recuperare il gap con l’Europa”.

Allora Puppato, sulle unioni civili si procederà con la libertà di coscienza per non mettere in risalto le spaccature all’interno del Pd e della maggioranza?

“Questa è la convinzione generale, e questo è quello che si dovrebbe fare sia per i diritti civili sia per tutte le altre questioni che hanno a che fare con l’etica. Sicuramente nel Pd si lascerà libertà di giudizio su alcuni aspetti del ddl Cirinnà e spero che questa sia la linea anche nei gruppi politici. Credo che in questo modo si potrà far emergere un’idea trasversale che è a favore dei diritti per le coppie dello stesso sesso”.

Lei è quindi è convinta che con la libertà di coscienza non ci saranno sorprese. Ma sulla questione delle adozioni stanno emergendo molte voci contrarie nel Pd e si avvertono i primi mal di pancia anche fra i Cinque Stelle…

“Sulla questione delle adozioni ognuno fa i conti con se stesso, io dico che nel 2015 siamo rimasti l’unico Paese europeo, insieme a Malta, a non avere alcuna forma di riconoscimento delle coppie omosessuali”.

Fioroni, dem come lei, ha detto ad IntelligoNews che la nuova legge dovrà vietare con chiarezza le adozioni ai gay, e ha definito l’utero in affitto un crimine contro l’umanità…

“Utero in affitto è un’espressione che fa venire i brividi. Diciamo che va contro la mentalità generale della nostra società, perché vuoi o non vuoi tutti veniamo da un sub-strato cattolico quindi, a parte qualche eccezione, anche dentro il parlamento siamo tutti contrari a questa pratica. Ma il tema qui non è questo. Nessuno vuole certificare, anche in previsione, che una coppia gay di sesso maschile possa ottenere un figlio attraverso una nascita per conto terzi. Se una cosa del genere può avvenire negli Usa sono sicura che non potrà mai essere fatta in Italia”.

Quindi secondo lei non c’è il rischio che con l’adozione da parte del partner del padre biologico si incentivi il ricorso a questa pratica. Insomma faccio un figlio all’estero con una madre surrogata e poi lo faccio riconoscere anche dal mio compagno in Italia…

“Il tema è contrastante e delicato ma non si possono chiudere gli occhi, anche perché la nostra legge 40 vieta espressamente la pratica dell’utero in affitto e noi non andiamo a modificare quella legge con il ddl Cirinnà. Noi diciamo semplicemente che dare l’adozione al partner in una coppia in cui ci siano figli nati da relazioni precedenti di qualsiasi natura è nell’interesse preminente del minore. Con la step-child adoption sono riconosciuti infatti diritti ma anche i doveri dell’altro partner e questo mi sembra doveroso nei confronti del bambino. Io non posso pensare che se la madre naturale della coppia venga a mancare, l’altro partner che deve subentrare alla cura del minore si trovi senza gli strumenti giuridici per farlo. Così il minore si ritroverà senza entrambi gli affetti da un momento all’atro. Secondo le tesi di alcuni, per prendersi cura del bambino il partner dovrebbe attivare tutta una serie di procedure che, a mio avviso, procurano solo provvisorietà e ansia. Non possiamo essere così crudeli per un timore remoto, ovvero che qualcuno provveda fuori dall’Italia a fare l’utero affitto. Insomma, non possiamo fare il processo alle intensioni”.

Sempre Fioroni ha invitato tutte le forze a non fare una legge di corsa ma piuttosto a farne una fatta bene….

"Ma quale di corsa! Ci sono state 75 riunioni della commissione giustizia senza aver trovato la quadra. Siamo l’ultimo Paese europeo a non avere una legislazione sulle unioni civili, siamo ai margini, dobbiamo recuperare un gap…e questione di sensibilità umana. E siamo sotto accusa dal punto di vista europeo con una sentenza della Corte europea sul tema. Ancora una volta siamo bypassati dalla magistratura. Siamo fuori tempo massimo questa è la verità. Io credo che sia giunto il momento di verificare questa maggiorana trasversale in aula e che l’Italia sia pronta a dotarsi di una legge per i diritti delle coppie gay. È un passo obbligatorio, tardivo e ineludibile. Il Paese è più avanti di noi, e sono convinta che questo sarebbe confermato anche da un eventuale referendum”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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