Guerra sul Forex: Draghi in trincea con soli 4 colpi

20 ottobre 2015, Luca Lippi
Guerra sul Forex: Draghi in trincea con soli 4 colpi
Attesissima la decisione e la conferenza stampa di Mario Draghi su quanto sarà deciso il 22 ottobre riguardo l’estensione del Qe. Si attende principalmente il parere di Draghi sulla situazione economica dell’Eurozona. In buona sostanza  a Mario Draghi per l’immediato spetta il compito di fare scendere il valore dell’Eur su Usd, e per farlo ha solo quattro colpi in canna che dovrà gestire senza contemplare alcun margine di errore.

Tecnicamente chi si occupa di mercato dei Cambi comincia a manifestare un sostanziale “fastidio” a dovere attendere le decisioni della Fed che non decide (e non è neanche nelle intenzioni di farlo nel breve) se alzare o meno i tassi, e allora tutta l’attenzione è rivolta alle altre banche centrali (questo fenomeno Putin lo ha individuato puntualmente in anticipo). Quindi il comportamento attuale degli investitori è quello di vendere euro poiché temono la scelta di Draghi di estendere il Qe; lo farà? 

I problemi sono tanti, il primo fra tutti è che l’Europa non ha centrato l’obiettivo di inflazione, il secondo che la crescita è del tutto “scollata” da quanto sarebbe dovuto accadere non tanto per l’obiettivo del piano di allentamento nel suo complesso, quanto per l’euforia della “cannonata”, invece i dati macro sono deludenti per usare un eufemismo; insomma la situazione è piuttosto negativa. Su questo contesto oggettivo Mario Draghi che sperava in un quadro economico meno deteriorato si ritrova al punto di partenza ma con una montagna di munizioni già sparate. In sostanza dalla Cina hanno rallentato la domanda e quindi l’immediato futuro è assai peggiore rispetto alla situazione di oggi e a super Mario sono rimasti solo quattro colpi ed è solo in trincea.

Primo colpo: tagliare i tassi di interesse, eventualità piuttosto remota visto che i tassi sono ai minimi e ai limiti. Tuttavia potrebbe essere propedeutico per ampliare la scelta di titoli da acquistare qualora dovesse velocemente procedere ad aumentare il qu (attualmente scarseggia la carta).

Secondo colpo: aumentare la dimensione del piano del Qe, che tradotto per i meno esperti significa non allungare il termine ma aumentare la consistenza mensile di immissione di denaro, ma ricordiamo che i titoli idonei al Qe scarseggiano e l’effetto ribassista sull’euro sarebbe troppo esagerato.

Terzo colpo: ampliare la tipologia di titoli acquistabili mettendo dentro anche obbligazioni bancarie e di aziende private (non a caso Mps sta producendo un’ondata di obbligazioni senza precedenti come sapesse qualcosa!)

Quarto colpo: estensione del termine del Qe oltre il settembre 2016.

Siamo certi che Mario Draghi si limiterà a rilasciare dichiarazioni di “minaccia” senza prendere nessuna decisione almeno per questo mese, come biasimarlo giacché alle rogne internazionali si aggiunge anche lo scandalo tedesco dei motori diesel che qualche scossone alla produzione industriale (in negativo) lo darà. Noi prevediamo comunque la terza scelta e non subito, staremo a vedere. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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