Apple sogna un mondo senza backdoor governative: le porte che i cattivi possono usare

20 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Apple sogna un mondo senza backdoor governative: le porte che i cattivi possono usare
“Sogno un mondo senza backdoor governative”

Questo il succo dell’intervista che l'amministratore delegato di Apple Tim Cook ha rilasciato alla conferenza Wall Street Journal Digital Live, affrontando diversi temi ed illustrando i progressi che Apple ha messo in campo in questi anni con grande successo.

Ma è soprattutto sui sistemi di accesso e di decifrazione della crittografia dei dispositivi disposta dalle autorità governative che il dibattito si è fatto più acceso. 

Il conduttore, Gerard Baker, ha messo in evidenza l’utilità delle backdoor governative  (programmi cioè che creano dei varchi nei sistema di difesa di un computer e consentono un accesso non autorizzato alle risorse della macchina su cui sono applicate) soprattutto nell’azione di contrasto al crimine e nel buon esito delle indagini contro il terrorismo. 

Ha evidenziato come grazie ad esse, le indagini sull’attentato dell’11 settembre del 2001 hanno permesso di ricostruire i fatti e individuare alcuni dei colpevoli. 

Tim Cook però non è dello stesso avviso: "Se ci fosse un modo per esporre solo i criminali, sarebbe una gran cosa - ha detto - ma purtroppo non è così che stanno le cose". 

Le backdoor governative secondo l'opinione di molti, lungi dal garantire la sicurezza delle persone, sarebbero state usate per manipolare l’opinione pubblica, condurre guerre commerciali, controllare e reprimere il dissenso politico censurando la libertà di espressione.

Uno strumento dunque che avrebbe una duplice faccia, quella dell’utilità ai fini investigativi, ma quella oscura di un controllo di massa opprimente e autoritario.

"Non faremo concessioni in nome dell'esperienza utente - ha aggiunto Cook -  Crediamo che la crittografia sia obbligatoria nel mondo moderno. L'assenza di backdoor è un obbligo. Non si può avere una backdoor che sia solo per i buoni. Ogni backdoor è una porta che i cattivi possono usare. Nessuno dovrebbe dover decidere su privacy o sicurezza.  Dovremmo essere abbastanza intelligenti da fornire entrambi". 

Insomma si alla crittografia dei dispositivi ma no all’accesso indiscriminato da parte dei governi attraverso le proprie strutture investigative nella privacy dei cittadini. Sicurezza e rispetto della Privacy secondo l'amministratore delegato di Apple possono essere garantite entrambe, ma evitando che dietro ragioni di sicurezza si nasconda in realtà il tentativo di imbavagliare la libertà di pensiero.  
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