A Bologna con Salvini, Di Stefano (CP): "Ecco come andremo nella città rossa"

20 ottobre 2015, Lucia Bigozzi
A Bologna con Salvini, Di Stefano (CP): 'Ecco come andremo nella città rossa'
“Saremo a Bologna da cittadini, senza bandiere ma con la nostra gente”. Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound raccoglie e rilancia l’invito di Matteo Salvini alla manifestazione di Bologna e a Intelligonews anticipa come il Movimento scenderà in piazza. Replica alla sinistra radicale che contesta l’iniziativa dell’8 novembre ma svela anche lo scenario futuro in vista della prossima tornata elettorale. 

Salvini lancia la manifestazione di Bologna, da Radio Padania dice “non sarà qualche zecca rossa ad impedirci di andare” e conferma l’apertura a CasaPound. Voi ci sarete l’8 novembre?

«E’ una iniziativa senza simboli e bandiere di partito. Noi ci saremo con la nostra gente, da cittadini, come del resto tutto il mondo che ruota attorno a Salvini giustamente parteciperà senza appartenenze e noi ci saremo con i nostri iscritti».

Ma lei sa che potrebbe esserci il rischio di contestazioni da parte dei centri sociali o delle frange più radicali della sinistra bolognese?

«E’ stato annunciato che la manifestazione non avrà bandiere di partito e dunque noi parteciperemo coi i nostri iscritti al Movimento che sono commercianti, artigiani, lavoratori, imprenditori. Saremo civici e come gli altri ci sarà la nostra gente impegnata nel mondo del volontariato, dell’associazionismo. Per essere più chiari, non ci sarà alcuna partecipazione militante se la vogliamo chiamare così; niente di quello che si è visto a Roma o Milano». 

Ma siete preoccupati per il clima politico? 

«Non ci preoccupa perché non ci ha mai fermato. Questa è una manifestazione civica per la quale Salvini ha chiesto una presenza non orientata politicamente da parte di tutti coloro che non sono di sinistra. Francamente non capisco cosa debba contestare la sinistra. Oltretutto, si parlerà di Europa come mostro burocratico e del Ttp contro il quale in Germania sono scese in piazza migliaia di cittadini. Non solo, ma Salvini si sta spogliando della propria veste politica e sta cercando di parlare al mondo produttivo della nazione. Se la sinistra vuole contestare per partito preso e si ritiene all’altezza di poter decidere chi può parlare e chi no, ne prendiamo atto ma poi non si sciacquino la bocca con la parola democrazia. Noi saremo a Bologna, non in veste politica ma civica e senza le bandiere di CasaPound e di Sovranità»

Come legge quella che appare come una “contromanifestazione” che Fi ha annunciato a Firenze, forse con la presenza di Berlusconi e che Salvini ha commentato con una certa irritazione?

«Il dato oggettivo è che una parte di Fi ormai è orientata all’idea del partito della nazione insieme a Renzi e lo vediamo nel sostegno alla legge sulle unioni civili o con le varie stampelle al governo in parlamento. Il punto è che Fi sta implodendo e secondo me è arrivato anche il momento delle decisioni chiare, anche perché andiamo verso una tornata elettorale e non ci ha ordinato il dottore di stare insieme a tutti i costi. Misuriamoci prima nelle urne, poi vediamo. Credo non si possa più adottare la linea del ‘stiamo insieme, compreso Alfano e Renzi’. Io sono più interessato a intravedere un futuro prossimo con un soggetto politico identitario con Salvini leader e ipotetico candidato premier, fuori dalle logiche e dagli schemi del centrodestra, se di centrodestra si può ancora parlare». 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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