Il “cold-case” di Kirsten Hatfield diventa “hot” 18 anni dopo

20 ottobre 2015, intelligo
Il “cold-case” di Kirsten Hatfield diventa “hot” 18 anni dopo
di Anna Paratore 

Oklahoma City, 13 maggio 1997.  Kirsten Hatfield, all’epoca 8 anni, viene rapita dalla sua camera da letto in piena notte, mentre la famiglia dorme tranquilla. E’ il classico incubo di qualsiasi genitore: risvegliarsi al mattino e non ritrovare più la propria bambina nel suo lettino.  Madre e padre di Kirsten, attoniti e spaventati, avvertono subito la polizia che corre sul luogo del crimine e inizia le indagini. Ma la sensazione delle forze dell’ordine sulla ricostruzione fatta dagli Hatfield circa la scomparsa della bimba, non convince. Quella di Kirsten è per certi versi una famiglia disfunzionale, e in passato corre voce che in quella casa si facesse anche uso di droghe. Il detective Brandon Clabes, che in quei giorni si occupa del caso, ammette pubblicamente in parecchie interviste di non credere alla versione dei genitori. 

Nel sopralluogo in casa, si scopre una finestra rotta in camera della bambina, e la biancheria intima della piccola viene trovata sparsa in giardino. Ci sono anche tracce di sangue su un davanzale della finestra e sulla biancheria stessa, tutte appartenenti a un soggetto maschile ma, sebbene vengano analizzate e comparate, non viene trovata alcuna corrispondenza. La notizia della scomparsa di Kirsten è a lungo sulle prime pagine, ma con il trascorrere del tempo senza che ci siano novità, il clamore si spegne, e tutta la storia diventa un “cold case”, un polveroso scatolone in un archivio contenente le poche prove trovate allora, e l’improbabile possibilità che qualcosa permetta di chiarire in futuro la drammatica vicenda. Trascorrono così 18 anni, e l’unica cosa che cambia è la foto di Kirsten su un sito di bambini scomparsi che periodicamente l’FBI modifica con una “proiezione d’immagine” su come potrebbe essere oggi, a 26 anni, la bambina sparita.  

Ultimamente, però, il caso viene riassegnato a un altro detective di Midwest City, Darrell Miller. Il poliziotto riprende in mano tutte le vecchie prove e alla luce dei passi avanti compiuti dalla scienza forense negli ultimi decenni, fa analizzare di nuovo tutto quanto. E stavolta, ecco arrivare una risposta che lascia tutti senza fiato: il DNA maschile rinvenuto sia sul davanzale della camera di Kirsten che sulla biancheria intima della bambina ritrovata in giardino, corrisponde a quello di Anthony Joseph Palma, attualmente 56 anni, un vicino di casa che abita solo due villette più in là rispetto a quella doveva viveva Kirsten con la sua famiglia.

L’uomo, immediatamente arrestato, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma il fatto che non abbia nemmeno abbozzato una difesa, non è un buon segno per lui.  Anthony Palma, all’epoca della scomparsa di Kirsten, viveva solo ma oggi, 18 anni dopo, ha una moglie e una figlia, con lui nella stessa casa di un tempo.  Il detective che all’epoca si occupò del caso, Brandon Clabes, divenuto attualmente capo della polizia di Midwest City, sostiene che il fatto che Palma non si sia allontanato dalla zona, lascerebbe immaginare che possa aver nascosto il cadavere della piccola Kirsten non troppo lontano dalla sua casa, e che abbia voluto restare lì proprio per tenere d’occhio la situazione. Per questo, sono stati fatti arrivare in città cani molecolari e con il georadar si sta scandagliando il giardino del sospetto e appezzamenti di terra vicini alla sua casa, per ora senza risultati.

Intanto, Chris Hazen, attuale marito della madre di Kirsten, Shannon, ha detto: “Siamo contenti che qualcosa si sia finalmente smosso riguardo al caso di Kirsten. Mia moglie vive un terribile incubo da 18 anni, e non si è mai fatta una ragione né della scomparsa della figlia, né del fatto di essere stata a lungo sospettata di aver avuto un ruolo in essa. Ora, forse, potrà avere un luogo dove piangere la sua bambina, anche se lei ancora spera assurdamente che da qualche parte Kirsten sia viva e aspetti solo di essere riportata a casa”. 

autore / intelligo
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