Unioni civili, Renzi contro "i muri ideologici" ma a senso unico?

20 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Unioni civili, Renzi contro 'i muri ideologici' ma a senso unico?
"Facciamo di tutto perché finalmente si arrivi ad approvare le unioni civili. Occorre buon senso e dialogo. Siamo tra i pochi che non hanno una legge. Sono certo che continui ad essere una priorità. Utilizziamo il tempo che ci separa dal voto finale per dialogare, non alzare muri ideologici".

Lo ha dichiarato il Premier Matteo Renzi ai microfoni del Tg5, con riferimento all’approvazione del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili. Tema che continua a dividere la maggioranza di governo con il Nuovo centrodestra che ha chiesto il ricorso al voto segreto per consentire il pieno esercizio di quella libertà di coscienza evocata dallo stesso Renzi. 

Il quale tuttavia sente già la vittoria in tasca visto che, numeri alla mano, il Ddl dovrebbe essere approvato dalla stragrande maggioranza dei parlamentari del Pd (esclusi i dissidenti cattolici tuttavia decisi a non alzare barricate), dai 5Stelle, da Sel, dalla truppa di Verdini, dai liberali di Forza Italia (Brambilla, Carfagna, Prestigiacomo). 

Resta tuttavia la frattura con l’Ncd che comporterà seri problemi ad Angelino Alfano, tirato per la giacca dalla corrente anti-renziana decisa ad uscire dal governo e dalla maggioranza (Quagliariello, Giovanardi, Roccella) e da quella filo Pd (Cicchitto- Lorenzin) intenzionata invece a rendere stabile ed organica l’alleanza con il Premier. 

Renzi dunque chiede di non innalzare muri ideologici. Ma di quali muri parla? E chi sono quelli che li alzerebbero? I cattolici che vogliono difendere la famiglia naturale? La piazza del 20 giugno? Il popolo del Family Day? 

Difendere il diritto di un bambino a crescere con un padre ed una madre significa alzare un muro ideologico? Nessuno sta negando ad una coppia gay il diritto di vivere insieme o di poter godere di alcuni specifici diritti di coppia, ma non si può pensare di equiparare la relazione fra due persone dello stesso sesso alla famiglia fondata sul matrimonio, la famiglia concepita nella Costituzione. 

E poi perché il muro ideologico dovrebbe essere quello eretto dai cattolici per contrastare l’approvazione del Ddl Cirinnà, e non quello invece che i fautori del testo hanno innalzato contro ogni possibile tentativo di mediazione? 

Se l'esigenza sta nel riconoscere ad esempio al compagno di Scialpi il diritto di assistere il proprio partner in ospedale e ricevere informazioni sul suo stato di salute, che c’azzecca la stepchild adoption ossia la volontà di riconoscere ad una coppia gay il diritto di adottare il figlio di uno dei conviventi? Non è ideologico imporre per legge ciò che la natura non concede? 

E’ vero, i muri ideologici esistono ma oggi si ha come l’impressione che ad elevarli non siano i cattolici che tentano di difendere principi naturali indiscutibili (perché nessuno ha ancora scientificamente dimostrato che un bambino può nascere da due persone dello stesso sesso) bensì i fautori dei cosiddetti diritti civili e sono muri che, sotto certi aspetti risultano più dannosi di quelli che un tempo dividevano il mondo. 

Perché i muri del relativismo etico finiscono con il dividere la società  in buoni e cattivi, con i buoni identificati in tutti quelli che difendono i diritti individualistici, le pulsioni dell’io, il desiderio della persona avanti a tutto e i cattivi considerati tali perché rifiutano l’appiattimento a certi dogmi. 

Muri che pretendono di dividere il vero dal falso, dove il vero altro non è che il capovolgimento della realtà, la manipolazione dell’ordinamento naturale, in base al presupposto che le regole della natura, quelle che determinano lo sviluppo dell’umanità altro non sarebbero che concezioni culturali da superare. 

E se proprio il Ddl Cirinnà altro non fosse che il prodotto più autentico e genuino di un’ideologia basata sulla cultura dei muri ideologici? 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]