Per Berlusconi Grillo sta a Hitler come la storia dei fantasmi comunisti

20 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Per Berlusconi Grillo sta a Hitler come la storia dei fantasmi comunisti
Dunque, le elezioni amministrative si avvicinano, quelle politiche sono ancora lontane ma non troppo e, sondaggi alla mano, il Movimento 5Stelle avanza, mentre Forza Italia arretrerebbe. 

Ecco quindi che Silvio Berlusconi ha ripreso le ostilità contro quel Beppe Grillo che lo ha superato sul terreno del populismo e lo ha fatto tornando ad evocare i fantasmi del passato. 

Una strategia che per anni l’ex Cavaliere ha sperimentato anche efficacemente contro la sinistra italiana, sollevando lo spauracchio dei comunisti anti democratici, rimasti sostanzialmente staliniani nei metodi di governo e nel modo di pensare. 
Una strategia che ha avuto la sua efficacia fino a quando il centrosinistra italiano è rimasto sostanzialmente egemonizzato da personaggi provenienti dal vecchio Partito Comunista Italiano, Achille Occhetto, Massimo D’Alema, Walter Veltroni, Pierluigi Bersani, Piero Fassino, ma che si è infranta come il Titanic contro l’iceberg quando è arrivato Matteo Renzi che ha spuntato le armi della propaganda anticomunista berlusconiana. 

Adesso è il turno di Grillo percepito dall'opinione pubblica come l'anti Renzi per eccellenza molto più dell'ondivago Berlusconi oscillante fra patti del Nazzareno andati in fumo e tentativi di armare un'improbabile opposizione barricadera al Governo. 

Così l'ex Cavaliere è tornato a paragonare l'ex comico ad Adolf Hitler mettendo in evidenza come, certi discorsi di Grillo, ricalchino quelli che il celebre imbianchino austriaco, utilizzò per la sua ascesa al potere nel 1933 conquistando il consenso del popolo tedesco. 

Ma possibile che la politica italiana debba restare sempre legata ai fantasmi del passato? Per anni la sinistra ha avanzato paragoni assurdi fra Berlusconi e Mussolini, salvo poi indignarsi quando l’ex Premier invocava lo spettro di Stalin dietro la sinistra italiana. 

Di fronte all’oggettiva difficoltà di tornare in sintonia con quel Paese che per anni è sembrato fidarsi di lui concedendogli una sorta di carta bianca, Berlusconi sembra voler giocare sulle paure della gente, addirittura lasciando intravedere il volto di Hitler dietro quello del leader 5Stelle.

Una strategia che, almeno fino ad ora, non ha premiato affatto Forza Italia che ha visto diminuire il consenso e che, sondaggi alla mano, per vincere al nord è obbligata ad un accordo forzato con la Lega di Salvini, mentre al centro sud rischia di essere soppiantata proprio dal Movimento 5Stelle. 

Grillo dunque starebbe a Hitler così come i fantasmi del comunismo sovietico stavano a D’Alema e Bersani? Sembrerebbe di sì ma il rischio concreto per Berlusconi è quello di trasformare la politica in macchietta, diventando esso stesso la macchietta di un ex leader costretto a ricercare paragoni improponibili oltre che anti-storici da affibbiare ai propri avversari, per guadagnare qualche punto percentuale in più. 

E intanto il partito azzurro frana sulle proprie contraddizioni come dimostrerebbe anche la posizione assunta da un gruppo di parlamentari azzurre in favore del Disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili. 

Prima di vedere Hitler in Grillo, perché Berlusconi non inizia a guardare il Gassman dell’Armata Brancaleone che è in lui? 
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