ExoMars "parziale successo", tradotto "missione fallita". La FOTO che non c'è

20 ottobre 2016 ore 13:06, intelligo
di Eleonora Baldo

“Missione parzialmente riuscita”, “successo parziale”, “comunque un buon risultato”, queste sono state le frasi pronunciate più frequentemente nelle ultime ore dagli esperti delle varie agenzie spaziali coinvolte nella progettazione della missione ExoMars, la cui sonda lanciata su Marte – il lander Schiaparelli – sembra essere sparita, ingoiata da chissà quale buco nero, giusto un attimo prima dell’atterraggio sul suolo marziano.

L’operazione ExoMars, nata dalla collaborazione tra Esa (l’Agenzia Spaziale europea) e la corrispondente agenzia russa Roscosmos, , prevedeva due fasi esplorative: una affidata alla sonda TGO (Trace Gas orbiter) - attualmente ancora in orbita e perfettamente operativa e legata al raccoglimento di dati sulla composizione atmosferica del pianeta rosso; l’altra, affidata al lander – sganciatosi dalla sonda dopo un viaggio di oltre 500 milioni di km – che avrebbe dovuto valutare la resistenza delle attrezzature di bordo sul suolo marziano.

Il condizionale è d’obbligo visto che le comunicazioni con la sonda sono state inspiegabilmente interrotte a meno di sessanta secondi dall’atterraggio, per cause ancora al vaglio degli esperti. Tra le ipotesi più accreditate vi è un possibile malfunzionamento dei retrorazzi che avrebbe conseguentemente portato allo schianto al suolo, oppure un problema con il cambio dell’antenna – che costituiva una variabile già contemplata dagli ingegneri aerospaziali coinvolti nel progetto – che avrebbe compromesso le comunicazioni. Ulteriori lumi arriveranno dall’incrocio dei dati forniti dalla stessa sonda TGO e dal radiotelescopio GRM (Giant Metrowave Radio Telescope) basato a Pune, in India.

ExoMars 'parziale successo', tradotto 'missione fallita'. La FOTO che non c'è

Nel frattempo, da più parti si cerca di mitigare il senso di fallimento della missione, puntando sugli importanti dati raccolti dal TGO, come testimoniano le parole di Roberto Battiston presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), durante la sua partecipazione dell'evento organizzato a Roma per seguire la storica discesa della missione dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). "Questa sera abbiamo avuto un successo e un successo parziale", ha spiegato Battiston, aggiungendo che "La sonda Tgo è stata un successo, era un pezzo importantissimo della missione e necessario per la seconda fase quella che porterà un rover nel 2020".


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