Manovra, Italia-Ue ai ferri corti: cena con Obama ultima irritazione per Bruxelles

20 ottobre 2016 ore 10:41, Americo Mascarucci
E se la cena con Obama costasse cara all'Italia?
Si prospetta infatti un braccio di ferro fra Italia e Ue sulla manovra economica, con Bruxelles irritato per la troppa flessibilità che Renzi si sarebbe preso andando oltre le concessioni accordate.
L'intervento a gamba tesa di Obama chiaramente favorevole all'Italia, potrebbe rivelarsi per Renzi un clamoroso boomerang.
Il commissario europeo per gli Affari monetari Pierre Moscovici è stato categorico nei giorni scorsi: la manovra sarà esaminata scrupolosamente e senza sconti
"Eravamo partiti da 1,8% - ricorda Moscovici - Poi si è passati al 2% con la nota di aggiornamento al Def e la richiesta mandata a  Bruxelles. E la conclusione è stata l'attuale 2,3% inserito nella manovra. Ho detto subito che non era la cifra che avevo in mente. Ne prendo atto e mi preparo alla discussione con Roma". 
L’Europa insomma avrebbe offerto il dito e l’Italia si sarebbe presa tutto il braccio.
La Commissione europea pretende che il deficit strutturale, ovvero il disavanzo fiscale al netto delle misure una tantum, scenda l’anno prossimo allo 0,7% del pil dall’1,2% di quest’anno, in linea con le previsioni del Fiscal Compact.
Le cifre fornite dal governo Renzi però mostrano un aumento all’1,6%. 
Il Governo ritiene che tra le spese per l’emergenza immigrazione e quelle per il terremoto di agosto nel Centro Italia vi sarebbero 7 miliardi di euro da scorporar dal Patto di stabilità che valgono esattamente quello 0,4% di differenza rispetto alle richieste europee. Posizione che Bruxelles sembra contestare in toto. Sul piano numerico, i 7 miliardi non potranno quasi certamente essere calcolati per intero quali misure straordinarie. 

Manovra, Italia-Ue ai ferri corti: cena con Obama ultima irritazione per Bruxelles
Insomma si prospetta una bocciatura per l’Italia e secondo molti osservatori se prima ci potevano essere margini di trattativa, adesso dopo il viaggio di Renzi in Usa e la cena con il presidente uscente Obama, che in pratica ha dato manforte al Premier italiano nella sua ossessiva richiesta di flessibilità, le posizioni si sarebbero irrigidite ulteriormente.
Il fatto che Obama abbia in pratica difeso Renzi quasi accusando l’Europa di aver sbagliato tutto in questi anni puntando troppo su rigore e austerità non sarebbe piaciuta a Bruxelles che non intende affatto assecondare le richieste italiane benedette dal presidente Usa.
La cena con Obama, gli abbracci con il quasi ex presidente degli Usa e soprattutto l’assist offerto da Barak all'amico Renzi sul piano economico potrebbero costare molto cari a Renzi?

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