Alimentazione, Di Paola: “No al gastrofighettismo, ecco la sfida del locale al globale”

20 ottobre 2016 ore 12:28, intelligo

a cura di Stefano Ursi

Alimentazione sana, mode pericolose e false idee sul cibo. Dubbi su come e quanto alimentarci, su cosa compriamo e da chi lo compriamo, ma soprattutto l'origine ormai sempre più confusa del cibo che mettiamo sulle nostre tavole: chi decide cosa mangiamo? Si può tornare ad una sovranità alimentare che faccia bene alla salute ma anche all'economia, liberando il settore agroalimentare dalla morsa dei diktat transnazionali? IntelligoNews lo ha chiesto alla dott.ssa Felicia Di Paola, biologia nutrizionista e specializzata in scienza dell'alimentazione.

Ultimamente numerosi servizi tv hanno reclamizzato l'importanza e l'opportunità del cosiddetto mima-digiuno. Anche IntelligoNews se ne è occupato. Da biologa e nutrizionista, specializzata in scienza dell'alimentazione qual'è il suo giudizio?

“Importante, opportuno e necessario digiunare. Disintossicare l'organismo ma sempre sotto stretto controllo specialistico. La dieta mima-digiuno, a mio parere, non può che far bene fin quando consiglia zuppe, frutta, verdure, noci, minerali e vitamine di origine vegetale oltre a pesce azzurro, legumi e olio extravergine d'oliva; e questa è anche una dieta della longevità, come possiamo vedere da alcune zone non contaminate e dall'alimentazione integerrima come alto Cilento o alta Irpinia, Sudamerica o Tibet e in generale tutte quelle zone interne e lontane dalle grandi metropoli, o necropoli come le chiamo io. In giro c'è tanta speculazione che crea solo confusione, meno si mangia e meglio è: occorre mangiare con equilibrio e bene, prodotti genuini senza conservanti o additivi. Km zero, per dirla in una parola, e per dirla ancora meglio dieta mediterranea dei nostri antenati, la loro cucina popolare e del vivere con coerenza e non secondo i dettami della cucina spettacolare che risulta ormai sempre più contaminata. Oggi, mi permetta di dire, tutti si sentono chef. Quando si parla di alimentazione sana occorre ricordare che ogni individuo è unico e irripetibile e che non tutte le diete possono far bene”.

Oggi è molto di moda una certa cultura della corretta e sana alimentazione. Come possiamo stabilire dei sani paletti fra la moda (molto superficiale), le cattive abitudini alimentari che continuano ad essere largamente praticate dagli italiani e i giusti suggerimenti?

Alimentazione, Di Paola: “No al gastrofighettismo, ecco la sfida del locale al globale”
“E' vero, ci troviamo davanti alla moda del cibo o come la chiamo io al 'gastrofighettismo alimentare' che porge la mano a tutte le possibili cattive abitudini alimentari, che pare strano sono sempre più diffuse perchè fra il dire e il fare non c'è alcun nesso di conseguenza: si va di fretta, si è pigri e proprio sul cibo c'è la tendenza a voler risparmiare. Io dico sempre ai miei pazienti che quando vanno a fare la spesa devono investire sulla propria salute, non andare nella babele dei market dove la tracciabilità non è facile da seguire e spesso le etichette non ti fanno capire nulla. Noi suggeriamo di andare quando possibile direttamente dai coltivatori e nei mercatini autogestiti sempre con l'occhio attento e vigile ai prodotti che si acquistano”.

Lei ha partecipato al Convegno sul Sud che si è svolto a Gaeta, nel quale è emersa tra l'altro, la necessità di mettere in rete le risorse agroalimentari locali, valorizzarle, denunciando le storture e la nocività della globalizzazione. È possibile recuperare la sovranità alimentare?

“Al convegno di Gaeta è emersa la necessità di dare una mano ai giovani e a coloro che ritornano a coltivare la terra, consumando e valorizzando i nostri prodotti agroalimentari secondo natura e tradizione, oltre che stagionalità. Ma questo non entra nella testa di tanti, nonostante le nostre eccellenze e i nostri sapori non riescano ad essere né imitati né eguagliati. Dobbiamo creare una rete di coltivatori e produttori onesti, gruppi di consumo e filiera corta Km zero: questa è la nostra sovranità alimentare, la sfida del locale al globale. La nostra terra non è in vendita, non si tocca e lo diciamo a quelli che si fanno confondere la testa da idee sbagliate e dal denaro, ma soprattutto a coloro che vogliono piegare servilmente la testa a trattati transatlantici e norme truffa europee”.

autore / intelligo
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