Veneziani, Msi in mostra “L'eredità di un partito antisistema. Almirante? Oggi starebbe con Putin”

20 ottobre 2016 ore 13:42, intelligo

a cura di Stefano Ursi


Nostalgia dell'avvenire”, apre oggi i battenti la mostra sulla storia dell'Msi allestita dalla Fondazione AN nella sede storica del partito in via della Scrofa. Viaggio in un mondo, in una storia umana e politica la cui eredità oggi si intravede nel crescente bisogno di un partito di destra. Così la descrive a IntelligoNews Marcello Veneziani, direttore scientifico della Fondazione AN fra gli ideatori della mostra.


Una mostra dedicata all'Msi, 70 anni dopo: un modo per dire cosa, oggi?


“Per ricordare una passione civile, quando la politica era ancora animata da passione civile il che non riguarda solo il popolo missino ma più vastamente tutto il mondo della politica. E poi per ricordare un partito differente, antisistema, l'unico che volle definirsi movimento e capace di precorrere l'idea di riforma costituzionale: fare un po' la storia del partito attraverso il sentimento di coloro che vi parteciparono, perchè è anche un percorso sentimentale concepito allo stesso tempo come una sorta di autobiografia collettiva sulle emozioni di una vecchia militanza”.


Le contraddizioni di un partito, scriveva ieri Pierluigi Battista, in cui tradizionalisti si mescolavano a rivoluzionari, clericali reazionari a libertini trasgressivi. È d'accordo?


“Io concordo con la sua analisi e con la diversificazione di quel mondo, perchè spesso visto da lontano pare monolitico e compatto attorno alla figura del Duce portato solo a credere, obbedire, combattere, invece all'interno c'era una molteplicità di sfumature e sensibilità che ne facevano la ricchezza. Quello che univa però, più che politico, era una simbologia che evocava il mito della nazione e del passato proibito, dei fattori emotivi che divenivano il vero cemento di un partito che aveva, su questo Battista ha ragione, tante anime.”


Veneziani, Msi in mostra “L'eredità di un partito antisistema. Almirante? Oggi starebbe con Putin”
Quanto c'è da storicizzare del patrimonio dell'Msi, quanta di quell'eredità rimane valida oggi?


“Credo che non ci sia da pensare che una mostra di questo genere possa tradursi in una sorta di rifondazione missina, questo è certo. Ogni epoca ha il suo clima, i suoi riferimenti e i suoi modi di esprimersi e dunque la ritengo più utile dal punto di vista storico o psicoaffettivo per chi ha militato o votato per quel partito, ma è pur vero che alcune eredità si condensano nel bisogno, più che mai evidente, di un soggetto politico che chiamiamo convenzionalmente destra, nazionale e sociale, di cui si sente la mancanza. Questa credo sia l'unica vera emozione politica che tradisce questa mostra”.


In una nuova guerra fredda, come la chiamano in molti, fra Usa e Russia con chi starebbe oggi Giorgio Almirante?


“Penso che oggi starebbe con Putin, anche se pare strano pensarlo. Innanzitutto perchè da una parte Putin rappresenta interessi europei e italiani e dall'altra perchè siamo di fronte ad una Russia che si apre alla tradizione non legata all'americanizzazione e nel Medioriente ha posizioni magari più vicine alle nostre che a quelle espresse dagli Stati Uniti. Almirante oggi, paradossalmente, sarebbe un fautore dell'apertura ad Est”.


Tutti invitati? Donna Assunta, Fini verranno tutti?


“Io credo di si, anche se ovviamente fino alla fine non lo potremo sapere con certezza. Questa non nasce e non è una mostra né divisiva né politica ma di un mondo, in cui ognuno ci sta a suo modo; fanno tutti parte di questa storia e quindi se verranno non potranno che essere accolti all'interno di questa realtà. In fondo una mostra ti fa tornare indietro e venticinque anni fa era tutto diverso da com'è oggi”.

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]