Rivoluzione studi di settore: novità e cambiamenti

20 ottobre 2016 ore 16:29, Luca Lippi
Se tutto procede senza intoppi, sarà possibile dire addio agli studi di settore, tuttavia sarà possibile farlo in due tempi e non potranno sperarlo tutti. Dopo l’Iri è una nuovità importante ma non inaspettata soprattutto per le P.Iva.
Spiega Casero, viceministro dell’Economia: Si tratterà di una operazione in due tempi, basata su 4 pilastri: l'eliminazione degli studi di settore, visto che non potranno essere più utilizzati per l'accertamento per legge, non potranno essere più richiesti dati già in possesso dell'amministrazione finanziaria, con l'obiettivo, quando la riforma sarà a regime, di non chiedere più dati ai contribuenti. Il terzo pilastro è l'eliminazione degli studi non efficienti/efficaci come per alcune categorie di professionisti che hanno un andamento dei ricavi naturalmente altalenante, come gli avvocati. Il quarto pilastro è rappresentato dagli elementi premiali. L'analisi degli 'indici di fedeltà', infatti sarà fatta su un arco temporale più ampio, guardando alla evoluzione storica degli andamenti dei vecchi studi di settore.Chi sta nelle categorie più affidabili, chi ha un indice di fedeltà fiscale più alto, non subirà più controlli e accertamenti sulla dinamica normale del reddito".
Cerchiamo di fare chiarezza:
In un primo momento, entro il 2017, ci sarà un regime premiale che vedrà gli accertamenti ridotti per quelle imprese e quei professionisti che risulteranno ad “alta affidabilità fiscale”; successivamente, avverrà il superamento progressivo degli studi e del software Gerico, con un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Detto questo, che corrisponde a chiarire il concetto di doppia fase di attuazione (i due tempi), vediamo chi può abbandonare concretamente la spada di Damocle degli studi di settore.
Gli studi di settore, in sostanza, non saranno più utilizzati per costringere una categoria piuttosto che un’altra alla congruità sulla quale calcolare il pagamento delle tasse, in pratica, che si fatturi o no, il minimo da pagare è deciso dallo studio compilato per il settre merceologico e professionale di appartenenza.
Ora, quegli stessi studi di settore saranno utilizzati per selezionare i contribuenti più affidabili e per separarli da quelli a rischio evasione, grazie agli “indicatori di compliance”, volti a “misurare la fedeltà fiscale”. 
In scala da 1 a 10, chi raggiungerà il grado di affidabilità più elevato avrà accesso a un particolare sistema premiale, che darà diritto a diverse agevolazioni, come la riduzione dei termini di accertamento e l’esclusione da alcune tipologie di accertamento.
Facciamo ulteriore chiarezza spiegando tutte le modifiche che saranno messe in campo per determinare una strategia di controllo efficace ma non invasiva, soprattutto non iniqua.
Gli indicatori di normalità economica (Ine)
Servono a individuare i ricavi e i corrispettivi del contribuente sulla base delle caratteristiche e delle condizioni di esercizio della specifica attività.
In pratica, sarà l’indicatore per ottenere il “vero reddito” del contribuente, utilizzando elementi extracontabili, come la durata delle scorte o il valore aggiunto di ogni singolo addetto.
Se il contribuente non risulterà coerente con gli indicatori di normalità, il software Gerico determina maggiori ricavi o compensi, che vengono sommati sia al valore puntuale sia al valore minimo stimato dall’analisi di congruità dello studio di settore.
Con la riforma degli studi di settore, gli indicatori di normalità economica diventeranno indicatori per il calcolo del livello di affidabilità: non serviranno per stimare i soli ricavi, ma anche per determinare il valore aggiunto e il reddito di impresa ed arrivare all’indice sintetico di affidabilità, o indicatore di compliance.
Indicatori di compliance  
Gli indicatori di compliance avranno caratteristiche differenti e specifiche, secondo l’attività svolta dal contribuente in modo prevalente.
Potranno essere stimate anche basi imponibili diverse: a seguito di queste valutazioni, potrà essere ricavato  il valore aggiunto e, sulla base di questo, saranno ottenuti i ricavi (o i compensi) e il reddito.

Rivoluzione studi di settore: novità e cambiamenti
 
La storia contributiva
La valutazione dei dati forniti dal contribuente non si baserà soltanto sull’anno corrente e su quelli immediatamente precedenti, ma addirittura sugli 8 anni precedenti: in questo modo, le stime fornite dagli studi saranno più efficienti e più precise.
Raggruppamenti
I modelli di organizzazione su cui si basano gli studi di settore saranno ridotti e semplificati, in modo da poter assegnare il contribuente al gruppo di appartenenza con più sicurezza.
Sarà poi semplificata, a tal fine, l’analisi dei dati rilevanti.
Stima valore aggiunto
Il valore aggiunto per addetto è, attualmente, uno dei maggiori “crucci” per chi compila gli studi di settore: per spiegare la questione in parole semplici, il software Gerico presuppone che ad ogni dipendente assunto, o ad ogni collaboratore, corrisponda un determinato guadagno. I nuovi modelli allo studio offriranno, rispetto al calcolo del valore aggiunto per addetto attualmente utilizzato, una maggiore elasticità e una migliore aderenza dei risultati alla realtà economica.
Addio ai correttivi e minore monitoraggio
Dato che il nuovo modello di stima che caratterizzerà gli indicatori di affidabilità sarà autonomamente in grado di valutare l’andamento ciclico, non sarà più necessario predisporre i correttivi per la crisi, cioè quei correttivi che riadattano gli studi alla congiuntura economica negativa.
I nuovi modelli, grazie ai nuovi indicatori di compliance, saranno più semplici e richiederanno l’inserimento di un numero di dati notevolmente minore.
Tuttavia, bisogna osservare che queste semplificazioni non costituiscono affatto dei “regali” ai contribuenti: la riduzione delle informazioni da inserire è determinata anche dal fatto che, a partire dal 2017, grazie alle comunicazioni periodiche delle fatture emesse e ricevute, l’Amministrazione finanziaria sarà già in possesso della maggior parte dei dati rilevanti per determinare il reddito del contribuente.
In conclusione, tolgono i studi di settore perchè hanno abbastanza storia per ciascuno da sapere con anticipo, anche meglio di noi stessi, cosa guadagneremo e se no, il perchè. Tutto grazie all'uso di cellulari, social, home banck, e altre diavolerie di cui non sappiamo più fare a meno.

autore / Luca Lippi
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