Polverini (Pdl): “Come Monti chiedo un tavolo di coalizione”

20 settembre 2013 ore 16:36, Lucia Bigozzi
Polverini (Pdl): “Come Monti chiedo un tavolo di coalizione”
Non possiamo inseguirci ogni giorno su un punto di Iva, serve un tavolo politico di coalizione prima della legge di stabilità”. “Giovanardi e Rotondi restano nel Pdl? Scelte personali, ma la loro storia politica è legata a Berlusconi”. Dalla maggioranza alla nuova Forza Italia: a Intelligonews, Renata Polverini, parlamentare pidiellina, mette in fila le priorità.
Onorevole Polverini, Giovanardi e Rotondi non seguiranno il Cav. Lei resta nel Pdl o va in Forza Italia? «Sono scelte personali, legate alla storia politica individuale. Mi pare po’ strano che un parlamentare come rotondi che è stato ministro del governo Berlusconi decida di fare un percorso diverso. La vita politica di esponenti quali Rotondi e Giovanardi almeno negli ultimi anni, è legata a Berlusconi. Piuttosto che dire me ne vado o resto, dovrebbero dire quello che stiamo dicendo noi …» E voi cosa dite? «Forza Italia è un progetto messo in campo nel ’94 e che in pochissimo tempo ha portato un’area moderata alla guida del paese. Ripartiamo da quello spirito con venti anni di esperienza sulle spalle e lavoriamo a un partito inclusivo, organizzato sul territorio, in grado di avere una rete organizzativa fatta di persone che rappresentano le realtà locali e che lavorino nell’interesse di una forza politica aperta a tutti, anche a chi non ha mai fatto politica. Anche per evitare che come qualcuno aveva detto all’inizio, Fi diventi il partito dei manager, il che non vuol dire che i manager non sono ammessi, esattamente l’opposto ma occorre procedere con criteri meritocratici e inclusivi. Noi abbiamo un grande leader ma servono tanti camminatori che portano avanti le idee, i progetti sul territorio, tra la gente». Quale posto avranno gli ex an in un partito fortemente berlusconizzato, ancor più del Pdl? «E’ emerso che rispetto al dato elettorale gli elettori ex An sono più berlusconiani dei suoi dirigenti, perché quando si sono presentate forze alternative al Pdl che venivano da quell’esperienza politica, la percentuale del consenso si è molto ridotta. Non dimentichiamo che La Destra alle politiche non è riuscita a entrare in Parlamento e Fratelli d’Italia che ambiva ad un consenso più ampio, si è collocata come miglior perdente. Mi pare chiaro che da parte dell’elettorato ex An vi sia un riconoscimento della figura di Berlusconi inteso anche come forma-partito». Letta dice “non c’ho scritto mica Jo Condor”… Parla al Pdl o al Pd? «Secondo me parla al suo partito. Noi ci stiamo confrontando con il momento più drammatico della nostra storia rispetto a quello che sembra una sorta di attacco finale al nostro leader. E’ evidente che le nostre reazioni, pure se talvolta scomposte, possano essere comprensibili. Fermo restano che, al di là del dibattito politico, abbiamo sempre sostenuto con forza il governo, anche quando su una questione importante come l’omofobia – come accaduto ieri alla Camera – si è creata un’altra maggioranza». Ma è proprio convinta che la spina nel fianco del premier sia il suo partito? «Il problema maggiore è tutto dentro il Pd. Letta è il capo del governo di coalizione e al tempo stesso nel suo partito c’è uno scontro sulla sua successione a Palazzo Chigi, quasi una sorta di delegittimazione quotidiana. Letta è esposto alle turbolenze del suo partito proprio nel momento in cui è il premier che deve gestire una fase delicata per il paese. Letta ha un sostegno forte da parte di Napolitano ma non dal suo partito». Il governo delle larghe intese si slegherà sull’Iva? Brunetta ha detto che aumenta l'Iva il governo cade. «Stiamo discutendo di cose importanti ma al tempo stesso ‘banali’. Dovremmo mettere in campo prima della legge di stabilità un incontro serio di maggioranza per decidere quali sono le priorità dei prossimi appuntamenti. Non credo che si potrebbe comprendere adesso la caduta di un governo su un punto percentuale di Iva. Noi abbiamo ottenuto un importante risultato sull’Imu ma dobbiamo fare in modo che venga mantenuto. L’Iva non deve aumentare non per tenere in vita il governo o farlo cadere, bensì perché l’aumento sarebbe un colpo mortale per l’economia. Mi spingo oltre …». Prego. «Noi dovremmo puntare i piedi e chiedere non la cabina di regia, bensì un tavolo politico di coalizione. Berlusconi ha dichiarato che i nostri ministri restano al loro posto e faranno in modo che al paese sia evitato un bombardamento fiscale; a maggior ragione c’è bisogno di una verifica». Monti ha chiesto a Letta un patto di coalizione. Per una volta è d’accordo col Prof? «Non siamo stati affatto teneri con il governo Monti, ma in questo caso devo dire che forse ha ragione quando chiede un patto di coalizione forte; proprio per evitare che ci si insegua ogni giorno su un punto di Iva o sull’Imu, quando invece dobbiamo confrontarci e trovare la sintesi su un complesso di riforme urgenti per il Paese. Una verifica a mio avviso serve sui temi economici ma anche sulla quesitone dei diritti perché il passaggio sull’omofobia alla Camera è stato molto forte e noi l’abbiamo subito. Mi piacerebbe che anche su questo vi fosse un patto di coalizione forte».
autore / Lucia Bigozzi
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