Ti illumini e fai sesso: effetto raggi per alzare desiderio degli uomini

20 settembre 2016 ore 23:59, Andrea De Angelis
Il calo del desiderio sessuale esiste, ma non si confessa. Lo si nasconde, quasi sempre. Eppure converrebbe parlarne, magari con gli amici più fidati o, perché no, proprio con il partner. Il modo migliore, forse, per riaccendere la scintilla. Così suggeriscono molti addetti ai lavori: per ravvivare la fiamma è inutile nascondere il problema. 

Scintilla, fiamma. In una parola: luce. Sì, perché la notizia che stiamo per darvi accenderà, ne siamo certi, la vostra curiosità. E non a caso abbiamo utilizzato questi termini fino ad ora. Uomini, udite udite: per illuminare nuovamente la vostra vita sessuale, per accendere i riflettori sul letto (e non solo) occorre una maggiore esposizione a una luce intensa, che aumenta i livelli di testosterone e porta a un maggior benessere, come dimostrato da uno studio italiano presentato alla conferenza dell’European College of Neuropsychopharmacology a Vienna.

Ti illumini e fai sesso: effetto raggi per alzare desiderio degli uomini
L'intuizione sembra essere arrivata da una elementare osservazione in base alla quale il desiderio sessuale muta (anche) con il cambiare delle stagioni. 
Un gruppo di scienziati dell’Università di Siena ha testato quindi le risposte sessuali e fisiologiche alla luce scoprendo che l’uso regolare, di prima mattina, di una scatola luminosa – simile a quella già impiegata per combattere il disturbo affettivo stagionale – ha portato a un aumento dei livelli di testosterone e dunque a una migliore soddisfazione sessuale. Spiega Andrea Fagiolini: "Abbiamo rilevato differenze abbastanza significative fra coloro che hanno ricevuto il trattamento con luce attiva e i soggetti di controllo. Prima del trattamento, i due gruppi avevano in media un punteggio di soddisfazione sessuale di circa 2 su 10; dopo il trattamento chi è stato esposto alla luce ha ottenuto un punteggio di circa 6,3 che corrisponde a un aumento di più di 3 volte. Al contrario, il gruppo di controllo ha mostrato un punteggio medio di solo 2,7". Un aumento importante dunque, al punto da portare lo studio alla conferenza dell’European College of Neuropsychopharmacology a Vienna.
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