Parisi, De Carli (Pdf): "Sbaglia se crede di poter conquistare il consenso del popolo del Family Day"

20 settembre 2016 ore 11:27, Americo Mascarucci
"Si è passati dal campo della pre-politica a quello della politica. Ormai è chiara la scelta di una parte del Family Day in campo in favore del centrodestra, ma può essere considerata la posizione del popolo del Family Day?".
Mirko De Carli candidato sindaco di Bologna alle ultime amministrative con la lista de Il Popolo della Famiglia, discute con Intelligonews della convention di Stefano Parisi, che ha visto fra gli altri la presenza del professor Massimo Gandolfini, già portavoce del Family Day.
 
De Carli, cosa pensa della convention di Parisi?
 
"Vedo l’idea di costruire un centrodestra senza identità, senza collante vero, basato sul solito slogan meno tasse per tutti e sulla promessa di uno Stato più leggero. Un centrodestra perdente, dal momento che Stefano Parisi non ha la forza per rappresentare un’alternativa a Renzi. Parisi, l’operazione è chiara, sbaglia se crede di poter conquistare il consenso del popolo del Family Day  dando spazio a Gandolfini, che ha presenziato alla sua convention. Sbaglia perché i commenti sui social sono stati in massima parte negativi, Gandolfini ha ricevuto tantissime critiche, i cattolici scesi in piazza nei due Family Day non ci stanno a farsi mettere l’anello al naso lasciandosi trascinare in operazioni già viste. Ricordiamo bene i parlamentari del Nuovo centrodestra che hanno sfilato al Family Day assicurando che la legge sulle unioni civili non sarebbe mai stata approvata. Si è visto poi come è finita. La verità è che i cattolici non si fidano più di chi si professa paladino dei temi etici soltanto quando torna utile farlo".

Quindi fra Renzi e i 5Stelle non c'è alternativa?
 
"Noi crediamo che oggi esista lo spazio per costruire un soggetto politico autonomo ed identitario capace di incidere sulla difesa dei temi etici. Pensiamo ai Radicali: avevano consensi molto modesti, eppure sono riusciti a portare avanti battaglie di grande rilevanza, con una capacità di persuasione incredibile. La domanda di fondo è sostanzialmente una: i cattolici sono disposti a farsi rappresentare dall'ennesimo presunto popolare, presunto cattolico, presunto liberale che prima di candidarsi sindaco di Milano diceva di essere favorevole ai diritti gay e giudicava retrogradi le battaglie da noi condotte in difesa della famiglia e del diritto dei figli ad avere un padre ed una madre?"
 
Intanto sta facendo discutere l'email inviata da Gandolfini per incoraggiare l'acquisto in edicola del nuovo quotidiano La Verità diretto da Maurizio Belpietro che ha fatto il suo esordio proprio oggi.
 
"E' la dimostrazione più evidente di come ormai Gandolfini sia passato dal campo della pre-politica a quello della politica, con una scelta di campo per il centrodestra di Parisi. Ho grande rispetto per le firme che animeranno il nuovo quotidiano, dal direttore Belpietro fino a Pansa, ma in alcuni casi si tratta di persone lontane dalle nostre battaglie e dalla nostra sensibilità. Nulla di personale verso Gandolfini sia chiaro, persona degna della massima stima e uomo di grande fede, ma le scelte politiche sono altra cosa. E' libero di schierarsi con chi vuole e appoggiare tutte le iniziative politiche, culturali ed editoriali che preferisce, ma deve sapere che la sua scelta non impegna più il Popolo del Family Day, che ha imparato da tempo a diffidare dei politici che si professano cattolici, dicono di voler difendere i temi etici e poi sono pronti a sacrificare le loro convinzioni per accaparrarsi fette di potere".

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