Confindustria "Boccia" Weidmann e chiede: “Rimuovere ostacoli alla crescita”

20 settembre 2016 ore 11:41, Luca Lippi
Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia nel corso dell’assemblea a Udine dedicata ai 40 anni del terremoto che colpì il Friuli, risponde al presidente della Buba, Jens Weidmann che ha denunciato un eccesso di flessibilità concessa al nostro Paese, in ritardo nel mettere mano al proprio debito pubblico. 
Boccia indirettamente risponde al presidente della Bundesbank: “Speriamo che le regole che ci chiedono di rispettare siano rispettate in termini di reciprocità anche negli altri Paesi. Ricordiamo che abbiamo bisogno di crescita, ed esiste il rischio che un eccesso di stabilità porti a non guardare la precondizione necessaria alla stabilità stessa, che è la crescita”.
Decisamente “antipatica” l’incursione di Jens Weidmann nelle questioni economiche del nostro Paese, sembra sia un periodo in cui tutti si sentono in dovere di dire qualcosa all’Italia, e anche per questo Matteo Renzi ha manifestato la settimana scorsa più di qualche fastidio non biasimabile, e appena ieri ha ricordato a Weidmann di occuparsi delle banche delle banche tedesche che non manifestano proprio uno stato di salute accettabile (nonostante gli aiuti concessi prima che entrasse in operatività il divieto di aiuti di stato!).
Boccia propone un’analisi lucida della situazione lamentando qualche “trascuratezza” da parte delle istituzioni che antepongono le questioni europee a quelle nazionali.

Confindustria 'Boccia' Weidmann e chiede: “Rimuovere ostacoli alla crescita”
 
Altra stoccata alla Germania, ma un buon promemoria anche per il Governo: “C’è una questione di surplus in rapporto alla Germania e c’è anche una questione ancora aperta che è l’unione bancaria”, ricordando la posizione dell’Italia nel manifatturiero che da sempre ha fatto la ricchezza del Paese,e che ancora oggi si posiziona al secondo posto in Europa. 
Prosegue Boccia: “Dobbiamo mantenere la posizione e cercare di superarla” ha esortato il presidente di Confindustria, senza dimenticare di sottolineare che il Paese è indietro anche a causa di ostacoli e ritardi da parte di chi deve tutelare il settore manifatturiero nell’Ue. 
A tale proposito Boccia afferma: “Abbiamo ancora sette punti di Pil da recuperare rispetto all’inizio della crisi. C’è una questione italiana ed europea, e cerchiamo di rimuovere gli ostacoli che bloccano la crescita”.
Come nello stile del presidente di Confindustria, dal colpo al cerchio passa al colpo alla botte, e in riferimento all’Italia dice: “Noi abbiamo detto che in questo momento storico il Paese deve puntare alla competitività delle sue imprese e quindi una delle grandi priorità che occorre porre, a partire dalla Legge di Stabilità, è quella che abbiamo definito la politica dell’offerta, giocando su produttività, riattivazione degli investimenti privati e finanza per le imprese”, aggiungendo che in relazione alla crescita troppo lenta: “dobbiamo accelerare sui grandi livelli di scelte selettive sia a livello regionale che nazionale. Dobbiamo fare in modo che a livello nazionale ci sia una convergenza di politica economica che veda l’industria come motore di sviluppo. E a maggior ragione per il rallentamento dell'economia internazionale dobbiamo promuovere una precondizione per l'industria forte”. 
Sembra piuttosto forte il richiamo a una posizione più tenace da parte del governo per promuovere, ma soprattutto per sollecitare anche le banche a riprendere il sostegno degli imprenditori che in assenza di “finanziamenti” da parte delle banche sono ingessati nella gestione delle partite correnti.

autore / Luca Lippi
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