Riforma Pensioni, i punti e i nodi alla vigilia del tavolo tecnico

20 settembre 2016 ore 12:35, Luca Lippi
La prova del nove in merito alla riforma delle Pensioni e più in generale alla flessibilità dovrà passare necessariamente per la Legge di Stabilità 2017. 
Il Governo sta attualmente definendo con i sindacati le misure da adottare in favore di lavoratori in età avanzata e pensionati, ma il tempo stringe. Domani è il grande giorno in cui ci sarà l'incontro definitivo con la piattaforma sindacale, durante il quale dovranno necessariamente essere svelati i capitoli riguardanti le coperture finanziarie da destinare alle azioni di welfare. Ad ottobre è infatti atteso l'inizio delle discussioni parlamentari per la legge di bilancio, mentre nel frattempo sarà necessario approvare anche l'8va e definitiva azione di salvaguardia destinata alla tutela dei lavoratori esodati.
La rigidità sancita dagli organismi internazionali, che sembrano lasciare poco spazio alle politiche di welfare.
l'On. Cesare Damiano ha dichiarato che "Renzi ha fatto bene a dissociarsi da Francia e Germania", il Presidente della Commissione lavoro alla Camera ribadisce che "l'unità di facciata della Ue sta diventando una giaculatoria stucchevole" perché "sulla crescita economica c'è il rischio che ci venga negata quella flessibilità di bilancio necessaria a sostenere consumi, investimenti e agenda sociale".
Di contro anche Damiano si trova a dovere fare i conti con la coperta che è troppo corta, così come tutte le commissioni del governo interessate ai vari provvedimenti di Welfare.
Le aspettative dei lavoratori in età avanzata e dei pensionati sono elevate, ma "non fanno il paio" con il protrarsi di una logica d'austerità eccessiva. 
A tale proposito Damiano elogia la presa di posizione del Presidente del Consiglio "Il Premier si è spinto ad affermare che il fiscal compact non funziona e che la Germania non rispetta le regole europee sul surplus commerciale. Parole coraggiose che rompono i tabù e cancellano le recite sonnacchiose dei vertici", tuttavia rimane il fatto che le coperture sono sempre più difficili da trovare.

Riforma Pensioni, i punti e i nodi alla vigilia del tavolo tecnico

Lo stato dell’arte ad oggi riguardo la riforma delle pensioni è il seguente:
L’Ape (Anticipo di Pensione) è quasi certezza come anche la quattordicesima mensilità per molti pensionati che verrà erogata nel corso del2017, su quest’ultimo tema negli ultimi giorni sono emerse ulteriori novità.
APE: è un provvedimento che permetterà a tutti i lavoratori privati e della Pa, ma anche gli autonomi, per le partite Iva iscritte alla gestione separata, per i commercianti e gli artigiani  di poter andare in pensione in maniera anticipata, il requisito necessario è quello di possedere 63 anni di età in questo modo potranno aderire alla pensione anticipata 3 anni e 7 mesi prima della normale pensione di vecchiaia.
L’Ape non sarà un provvedimento definitivo ma verrà adottato in maniera sperimentale per un periodo di 2 anni, ricordiamo che l’APE avrà un costo sull’assegno di pensione ma per le categorie di lavoratori maggiormente disagiate dovrebbe essere sostanzialmente gratuito, mentre per i lavoratori meno disagiati con un importo di pensione più elevato dovrebbe incidere tra il 5% ed il 10% sull’assegno pensionistico.
Quattordicesima mensilità: durante l’incontro tra i Sindacati ed il Governo si era raggiunto l’accordo sull’erogazione nel corso del 2017 di una mensilità in più per favorire le categorie di pensionati più svantaggiate, in primis si era deciso di estendere il provvedimento a tutti i pensionati che percepivano meno di 750 euro lordi mensili, ma negli ultimi giorni il governo ha fatto sapere che è stato aumentato il numero degli interessati, attualmente potevano beneficiare della quattordicesima tutti coloro che percepivano una pensione fino a 750 euro al mese, ora invece rientrano anche tutti i pensionati che percepiscono una pensione fino a 1.000 € mensili.
Non c’è solo Ape e quattordicisima sul tavolo delle trattative, c’è anche il blocco della speranza di vita, il bonus dei lavoratori precoci, la ricongiunzione dei contributi, la perequazione delle pensioni e la questione dei lavoratori precoci.
Il governo non per ora è stato molto chiaro affermando che non ci sono risorse economiche per poter intervenire su tutte le questioni che interessano il mondo pensionistico e lavorativo.
Fatti salvi l’Ape e la Quattordicesima, per gli altri temi ci sono solo delle proposte o delle piccole modifiche ma che al momento restano tali come l’abbassamento dell’attuale tetto dei 42 anni e 10 mesi di contributi per chi ha cominciato a lavorare tra i 14 e i 18 anni, o come l’ottava salvaguardia degli esodati per la quale i sindacati stanno spingendo affinché si arrivi ad una conclusione positiva del problema.
L’incontro di domani sarà importante perché consentirà di prevedere con maggiore chiarezza quali saranno i temi concreti che si dibatteranno fra ottobre e novembre sulla questione pensioni.

autore / Luca Lippi
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